FILIP MARIUS LIVIU vs FARAONI ENRICO provinciale Terni turno 5 , 1-3-2020, 0-1 24 m

Al recente torneo provinciale di Terni pur essendo finito per lo spareggio fuori classifica con 3 e mezzo su cinque (quinto assoluto) e quindi deluso per la mancanza di un risultato sportivo, il mio gioco seppure difettoso come dimostra questa partita, è sempre stato combattivo e senza compromessi, cercando di creare squilibri dinamici in tutte le partite (questo significa anche rischiare di finire in posizioni con il bicchiere mezzo vuoto quando ci si spinge troppo oltre per cercare il bicchiere mezzo pieno, per esempio al terzo e quarto turno). Vittoria facile con un esordiente con il sommo Pirc al primo turno, poi Blackmar-Diemer e sacrificio di qualità ricambiato da parte del mio avversario per pareggiare con una ripetizione di posizione al secondo, al terzo sacrificio di donna teorico per due alfieri e pedone culminato con una ripetizione di posizione in una est-indiana famosa (una Kramnik-Kasparov lampo degli anni novanta finita 0-1, vedere https://youtu.be/VommuOQabIw), al quarto interessante gambetto di re con posizioni ricche di tensione e all’ ultimo turno una partita di attacco dove il mio avversario ha dimenticato il re al centro che sarebbe stata memorabile se non fosse viziata da un errore alla tredicesima mossa ricambiato al tratto successivo. Soddisfatto per la ricerca del gioco, ma non per il risultato! Alla fine il prode Achille torna a casa un pò amareggiato ma con belle partite combattute senza sconfitte tra cui anche questa scorretta creazione finale e soprattutto per aver giocato varianti di apertura inusuali che sembrano vietate nella prassi di torneo!

1 d4 d6

Una mossa flessibile che apre i giochi all’ est indiana, alla vecchia indiana, alla pirc, all’ olandese Leningrado, utile anche per lasciare a bocca asciutta i fan di 2 Ag5

2 g3 f5

il nero sembra aver deciso per impiantare una olandese Leningrado

3 Ag2 Cf6 4 Cd2!?

una mossa giocabile anche se lascia mano libera all’ avversario al centro

4..e5 5 de5 de5 6 c3!

creando problemi sulle diagonali bianche a2-g8 (in congiunzione con una ipotetica Cf3-g5) e h1-a8

6..Cbd7 il nero vuole impedire Db3 7 Db3?!

Non precisa ma il bianco non ha nulla da temere per il prosieguo. 7 Cc4 avrebbe generato una lotta complessa

7..Cc5 8 Dc2 c6 9 Cb3!? (9 b4!?) 9..Ae6 10 Cf3 Dc7!

il nero il nero si prepara all’ arrocco lungo senza temere al momento 11 Cg5 per la ritirata dell’ alfiere momentanea sulla casa c8 (d7 da valutare) con successiva h6

11 Ad2?! 11 Cg5 sembrerebbe comunque migliore con gioco pari 11..h6!

giusta ma giocata con troppa superficialità in quanto la generazione di complicazioni proposta da questa mossa produce un impegno di calcolo che il nero forte del suo titolo di coffee house player trascura, del resto se esite un titolo che è quello di GMC (Grande Maestro Condominiale) ci sarà un perché

12 Ch4!

il mio avversario non titolato mette subito il dito nella piaga, provocando nella testa del nero eventi sismici imprevedibili

12..Cb3

13..Df7! ma questa semplice mossa che tiene equilibrato il gioco con le sue insidie tattiche (punto debole b3, inoltre prendendo in f5 di cavallo si va incontro al boomerang Cg4 per esempio) non mi è mai sfiorata per l’anticamera del cervello!

13 ab3 000?

ecco l’idea del nero, sicuramente sbagliata a livello di GM, ma creativa per perdere a livello di GMC! Anche qui 13..Df7 è ok per il nero ma per qualche strano motivo questa mossa non è mai comparsa negli scenari che avevo in testa. Portando in gioco la Ta8 difendo f5 tatticamente a causa della replica Txd2 che costerebbe cara al bianco (occorrerebbe un gioco preciso per pareggiare dopo 14 Cf5? Td2 15 Rd2 Dd7 16 Dd3 Af5 17 Dd7 Cd7 18 Ta7 Cb6 19 e4 Ae6 20 Rc2=) e cerca di distogliere l’attenzione dalla mossa giusta e cioè quella che porterebbe il bianco in vantaggio con 14 Cg6! dopodichè il nero cade in posizione inferiore dopo 14..Tg8 15 Cf8 Tf8 16 Ta7 Rb8 17 Ae3 (anche la ritirata di torre sembra ok, il nero giocherà g5-f4 sull’ arrocco corto del nemico che però ha una posizione solida con un pedone in più) 17..f4 18 Ac5 Cd7! 19 Af8 Ra7 20 Ag7 con complicazioni vincenti per il B;  Il nero vorrebbe alimentare idee di attacco e di sviluppo, la cosa funziona ma solo se gli viene permesso.

14 Ta7?

L’abbaglio tattico ha funzionato, adesso gli eventi svoltano a favore del nero. Come dice Soltis la partita a scacchi è un insieme di mosse sbagliate, così anche il bianco umanamente mette il piede in fallo. Così come il nero ha dimenticato Df7, anche il Bianco dimentica Cg6, con conseguenze drammatiche.

14..Rb8 15 Ta1 Ac5

il nero punta minacciosamente un alfiere contro il re nemico, trascurando il fatto che dopo la spinta in b4 e successiva Da4 il bianco creerebbe delle minacce di matto immediato che costringerebbero alla difesa

16 b4!? se il bianco opta per 16 00 il nero con g5 potrebbe intorbidire le acque, mentre adesso a 16 Cg6 con la famosa idea Cxe5 e diagonale h2-b8 scricchiolante  il nero oltre a 16..Cg4 con l’idea 17 Ch8? (17 00 The8 produce posizioni caotiche) 17..Af2+ 18 Rf1 Db6 ed è vinta per il nero, potrebbe replicare energicamente con 16..Txd2! e gioco poco chiaro 16..Af2!?

Con il senno di poi l’alternativa 16..Ab6 17 c4 g5 18 Cf5 Td2 dovrebbe tenere, ma ormai il nero ha deciso di cercare la gloria come il prode Achille, se non altro guardiamo l’aspetto positivo, non ci sono più le minacce di matto del bianco sulla colonna A e si gioca a una porta sola!

17 Rf2 Cg4 18 Re1 Db6

il nero ha un pezzo in meno ma una forte iniziativa

19 e3?

e finalmente la pressione del nero produce l’errore desiderato, il bianco fino a questo punto aveva retto botta! Era forzata 19 Tf1 che avrebbe portato a grandi complicazioni favorevoli al bianco dopo 19…Txd2! unica (19..Ch2 è inguardabile a causa di 20 Cg6 +-) 20 Dd2 21 Dc1 (21 Dc2 Ce3 dovrebbe far tirare al nero un respiro di sollievo dopo un cumulo di complicazioni che scaturiscono da 22 Da4 g5!) 21..g5 22 Ah3 Ce3 23 Cg2 Td1 24 Dd1 Cd1 25 Td1 g4 il bianco dovrebbe restare con un pedone in più anche se la posizione rimane caotica

19..Txd2!

dopo 19…Ab3??  20 Db3 Td2 21 Rd2 +- il bianco scappa verso la casa a2. Con la mossa del testo il nero alimenta l’attacco e si ritrova con una torre in meno ma a ben guardare quello che fanno i pezzi avversari ci sono ottime chanche di portare a casa il punto perchè bordate di questo tipo psicologicamente fanno perdere lucidità e freddezza ed è un attimo a subire una miniatura. Per inciso anche 19..g5 sembra buona per alimentare l’attacco dopo 20 Cf3 f4 ma la mossa del testo è più spettacolare e soprattutto mostra come diversi pezzi bianchi siano sui bordi della scacchiera inattivi, cosa che permette al nero di giocare anche senza una figura importante

20 Dd2 Td8 21 De2 Ce3

il momento critico della partita, bisogna assolutamente cercare di portare un pezzo a protezione della casa e2 con Af1 o Af3 ma l’attacco del nero è promettente, ad esempio dopo 22 Af1 f4 23 Df2 va incontro a mosse fantasy tipo 23..Da7!! 24 Ta7 (se sposto la torre in c1 24..Da4 dovrebbe produrre kaos tattico) e il nero riesce per lo meno a dare il perpetuo; dopo 22 Af3 e4! il nero non può perdere. A dimostrazione di quanto sia delicato difendersi qui con il bianco c’è anche la linea 22 b3 g5 e la posizione del bianco è insostenibile

22 Cf3??

il bianco collassa

22..Ac4 23 Df2 Cg2+

o anche 23..Cc2+ seguita dal matto in due

24 Dg2 De3

0-1

Operazione P.I.C. un mistero nelle isole Partenopee – &myBook edizioni

Ambientare una storia alle isole partenopee significa già a prescindere essersi meritati una valutazione positiva sull’ intero lavoro complessivo anche se poi approfondendo l’analisi dovessero comparire delle zone d’ombra. Guardiamo ad esempio che cosa è stato in grado di fare su vasta scala con uno dei capisaldi della creative-writing il grande Francis Scott Fitzgerald, noto esponente della lost generation, con il tema dell’ AMBIENTAZIONE in TENERA E’ la NOTTE, lavoro sottovalutato dalla critica che ne segnò il declino, vedere dettaglio https://umbriawaytarget.wordpress.com/2019/09/13/tenera-e-la-notte-capolavoro-di-ambientazione-che-segno-il-declino-di-francis-scott-fitzgerald/. Achi con OPERAZIONE P.I.C. (titolo che incuriosisce) sfruttando le suggestioni naturali di luoghi bellissimi come Capri, Ischia e Procida mette in moto un complotto di sette speculative e non che costringono due giovani ambiziosi studenti (Rossy alias Rossella Spargo psicologa forense e Arcos Mele antropologo) a districare un fitto e articolato mistero dove tre sacerdoti vengono giustiziati, sotto la minaccia incombente di un gruppo di esaltati che forse con la religione hanno ben poco a che fare e che altro non sono che entità facilmente manipolabili da una cupola piramidale rovesciata che manda in prima linea biechi subalterni per fare il lavoro sporco. Così quando a fatica si riesce a districare la matassa grazie all’acutezza investigativa dei due ragazzi e a imbastire un processo contro quella che è la base allargata che gli organi giudiziari trovano in superficie, adepti attivi in tutta Italia, non può mancare inevitabilmente qualche presenza invisibile che dall’ alto si muove dalla punta della piramide per rimettere tutto a posto e scagionare i suoi affiliati dalla persecuzione probatoria usando un potere occulto e risorse negate ai più comuni mortali, un meccanismo che tutti quelli che hanno attraversato la storia reale della prima repubblica italiana dovrebbero conoscere bene. Paradossalmente è proprio qui che la vicenda diventa più action movie divertente e cinematografica rispetto al troppo veloce ingresso monocorde che porta al punto di esplosione, coinvolgendo il lettore con più varietà di tono e con i nostri due eroi, presi anche da conflitti sentimentali irrisolti come si conviene a un buon scritto di tensione, costretti a sfuggire a personaggi senza scrupoli che non hanno remore a risolvere i problemi con lapidarie esecuzioni orizzontali. I punti di forza di questa lunga vicenda sono senza ombra di dubbio AMBIENTAZIONE e STORIA, dove parlando dello scheletro portante di ossa e vertebre simboliche del dinosauro che tiene in piedi la storia, fatta di muscoli e fibre e sangue, quindi di eventi e luoghi cronologicamente circoscritti, il misterioso autore dimostra di POSSEDERE ELEMENTI CONOSCITIVI sul processo penale e sulle fasi giuridiche che danno consistenza all’ intreccio. Certo non possono mancare le zone d’ombra come è inevitabile per ogni autore che ha un potenziale di scrittura superiore alla prestazione, primo fra tutti l’idea che per far transitare e accompagnare il lettore attraverso una lunga scala verso il finale si presume a lieto fine, debbano essere usati gradini tratteggiati più grandi di quelli che sono i piedi in transito, perchè per far funzionare tutto in maniera perfetta con le dovute sfumature tra un passetto e l’altro della trama, sarebbero state necessarie almeno il doppio delle pagine. Poi non è il caso di fare troppo i precisini, ma l’inserimento del colorito napoletano avrebbe potuto essere più consistente e funzionale, perchè il gergo locale dei personaggi sicuramente aiuta a rafforzare l’idea di ambientazione. Nel complesso una storia interessante ricca di potenziale, scritta in maniera fluida e scorrevole, che lascia una traccia positiva di sè, anche per la presenza di temi sensibili che colpiscono il nostro attuale momento storico, come quello dei polveroni mediatici raccontati mirabilmente dall’ autore che accompagnano la nostra vita quotidiana con le loro emanazioni di fuffa altisonante, tanto da costringerci a cercare irricuperabili verità perdute, capisaldo che dovrebbe essere dottrina portante di ogni cronaca giornalistica. Sul sito di &MyBook abbiamo anche una interessante intervista fatta al misterioso autore: https://www.andmybook.it/2018/12/06/intervista-ad-achi-lautore-di-operazione-p-i-c-un-mistero-nelle-isola-partenopee/ mentre per la scheda del libro possiamo visitare https://www.andmybook.it/prodotto/operazione-p-i-c-un-mistero-nelle-isole-partenopee/. Impeccabile come sempre la confezione del prodotto curata da https://www.andmybook.it/pubblicare-libro-book-on-demand/ costola di Caravaggio editore, indirizzo internet: https://www.facebook.com/pubblicarelibrobookondemand/ .

Tenera è la notte, capolavoro di AMBIENTAZIONE che segnò il declino di Francis Scott Fitzgerald

Come risolse il problema dell’ atmosfera per coinvolgere il lettore Francis Scott Fitzgerald in Tenera è la notte nella Francia degli anni venti? Con l’ambientazione! AMBIENTAZIONE? La storia è una prerogativa dei luoghi e dei personaggi, del loro modo di esprimersi e del loro gergo dialettale, delle loro abitudini, del loro modo di viviere il territorio. Certo nei favolosi anni venti mi tiri fuori la Costa Azzurra in quel di Cap d’Antibes per forza che ci si ferma ammagliati ad ammirare il paesaggio insieme all ‘autore, vivendo un viaggio di picaresche avventure. Poi negli anni il mondo aveva caratteristiche diverse proprio in quegli anfratti, la gente aveva una sola preoccupazione in testa: divertirsi, divertirsi e ancora divertirsi! Certo questa è la cupola dive si svolgerà la storia, ma poi dopo c’è il famoso scheletro del dinosauro, se nella storia ci metti solo la testa senza le vertebre finali della coda il rimpimento non funzionerà e il tutto rimarrà mutilato. E se sei un ambizioso romanziere tieni conto che solo dopo aver scritto la tua storia che funziona (e la cosa non è semplice) devi ricominciare da capo perché senza una revisione critica hai solo fatto il cinquanta per cento del lavoro. Certo, all’ inizio se devi farti le ossa ti conviene ripiegare sul racconto che ha una revisione più gestibile che puoi controllare. IIn fondo il lettore percepisce che dall’ altra parte ha a che fare con un pittore che dispensa pennellate di sfondo dove a breve i personaggi ne combineranno di tutti i cfolori, ma la situazione contestuale è già tratteggiata (il contenitore) e siamo catapultati negli ambienti giusti per assaporare i contenuti. E’ facile stregare l’interlocutore con il sapore della salsedine marina o con il fraseggio dell’ acqua che sbatte su un corpo che si bagna eh?! Per chi conosce la storia ci sono all’ interno del racconto degli elementi autobiografici da parte di Fitzgerald che ricordiamoci doveva fronteggiare nel mondo reale una grave malattia mentale dell’ amatissima moglie. Francis non superò i 44 anni di età, prerogativa spesso degli autori americani che scrivevano più o meno nello stesso periodo e che affogavano i loro dispiaceri nell’ alcol. Ottenne il successo con di qua del paradiso divenendo l’idolo dei giovani ma anche presto ricco e famoso, cosa che gli consentì viaggi in Europa e la permanenza in Francia e a Parigi con la sua amata Zelda Sayre che sposò. La sua produzione era caratterizzata da una cronaca del suo mondo reale, quello delle feste e dell’ euforia spensierata fatta di appagamenti sensoriali, uno stile anticonformista e romantico tipica di quella generazione anni venti che tante analogie ha anche con Hemingway di cui era amico. Era un esponente della lost generation e il declino iniziato con Tenera è la notte avvenne in concomitanza con il tracollo nervoso della moglie, che lo costrinse a ripiegare sul lavoro di sceneggiatore a Hollywood dove non riuscì a ottenere grandi risultati ma lascio in eredità gli “ultimi fuocchi” completato poi postumo dall’ amico Edmund Wilson. Del resto che cosa può fare l’ambientazione nel sottovalutato romanzo maledetto “Tenera è la notte” dell’ epoca lo possiamo immaginare. I sensi durante l’estate sono sollecitati in fondo parliamo della stagione degli amori. Le vacanze sono sinonimo di libertà e di libera espressione. Il mare invita a lasciarsi andare. La bellezza del paesaggio si fa specchio dell’ interiorità dei personaggi e in tenera è la notte diventa una esplosione di vitalità grazie alla spiaggia al mare e al sole! Da notare come Fitgerald nello scritto che segue dosa sapientemente gli aggettivi quasi a voler suggerire il sapore di certe situazioni e farcele assaporare! Se azzecchi l’ambientazione se già a buon punto caro aspirante scrittore anche se difficilmente potrai arrivare in tempi brevi all’ eleganza stilistica del maestro Francis Scott Fitgerald!

 

Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda; dieci anni fa, quando in aprile la clientela inglese andava verso il Nord era quasi deserto. Ora molte villette vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie ville marcivano come ninfee in mezzo ai pini ammassati tra l’Hotel des Etrangers di Gausse e Cannes, cinque miglia più in là. L’albergo e quel luminoso pezzetto di stuoia che era la spiaggia, erano una sola cosa. La mattina presto l’immagine lontana di Cannes, il rosa e crema delle vecchie fortificazioni, le Alpi purpuree che cingevano l’Italia, venivano gettate nell’acqua e giacevano tremolanti nei gorghi e negli anelli spinti alla superficie dalle piante marine attraverso la limpida acqua bassa. Prima delle otto un uomo scendeva sulla spiaggia in un accappatoio azzurro, e dopo molte applicazioni preliminari di acqua fredda sul corpo, e molti brontolii e molti sospiri, si agitava un minuto in mare. Quando se ne era andato, spiaggia e baia restavano in pace per un’ora. Qualche mercantile arrancava verso occidente sull’orizzonte; i fattorini dell’autobus gridavano nel cortile dell’albergo; la rugiada asciugava sui pini.Un’ora dopo le trombe delle macchine incominciavano a suonare dalla strada tortuosa che costeggiava la bassa catena dei Maures, che divide il litorale dalla vera e propria Francia provenzale.

Epilogo e revisione: la tecnica di Cechov

umbrianoirNarra la leggenda che Raymond Carver sia morto con un libro di Cechov tra le mani, scrittore che amava e principale fonte di ispirazione per la sua produzione letteraria. Stava lavorando a un libro di poesie “il nuovo sentiero per la cascata” quando decise di includere versi del sommo maestro. Beninteso non copiati. Era solo un riconoscimento doveroso alla sua guida spirituale analogamente a quello che fece Čajkovskij con Bethoven. Anton Cechov ci lascia prematuramente nel 1904 durante un viaggio nella foresta nera giovanissimo: 44 anni. Ma nel suo transitare fugace  ha lasciato un cratere nel firmamento letterario. Qui prendiamo in esame un suo racconto intitolato la scommessa, quello che preme sottolineare nella meccanica del lavoro dello scrittore è appunto l’idea di revisione. Nella prima stesura si può anche scrivere di getto, ma successivamente bisogna riprendere il testo più volte, magari dopo averlo fatto invecchiare in cantina. A caldo i punti di vista perdono una visione oggettiva ma il tempo come dicono i saggi aggiusta tutto. Nel racconto la scommessa un vecchio marpione banchiere fa una scommessa con un giovane avvocato partendo da un assunto che ha una sua valenza scientifica: è impossibile non comunicare per un essere umano, con la tesi di partenza che nessuno può resistere all’ isolamento per un tempo abbastanza a lungo, nello specifico il banchiere sottolinea i cinque anni di resistenza, ma il giovane audace si lancia e sostiere che soltanto in cambio di vitto e alloggio e libri somministrati con un certo criterio negli anni, lui potrà triplicare quel dato e alla fine del quindicesimo intascherà i due milioni di rubli che vengono messi sul piatto. Invidiamo questa generazione di strampalati sparatori fuffogeni, peccato non averli qui a governare in tempi moderni. Ma limitiamoci ai personaggi e vediamo come continua la narrazione. Cechov rispetta il canovaccio iniziale e inizia a dare al giovane avvocato che vuole consumare l’impresa ciò di cui ha bisogno, cibo, un rifugio solido e sicuro (un bunker predisposto nella casa del banchiere per le dovute verifiche nel rispetto delle specifiche) e libri a quantità secondo le modalità concordate all’ inizio con criteri che non vogliamo qui approfondire. A questo punto però gli scacchisti direbbero che ci stiamo inoltrando in pieno medio gioco avanzato e il banchiere inizia ad avere paura: non vuole dare i due milioni di euro al giovane avvocato. C’è un unico modo per scongiurare il pericolo e a questo punto i finali possono diventare aperti o chiusi a seconda di come vogliamo impostare la cosa. Nella prima stesura del racconto Cechov infervora il banchiere all’ omicidio, non volendo sganciare rubli, l’unico modo è proprio quello di seppellere il problema, letteralmente. Ma quando entra nel rifugio trova la cavia dormiente e sul tavolo una sorta di diario in cui racconta i suoi burrascosi stati d’animo: così il banchiere è costretto a leggere del disgusto che prova il giovane per la sua figura e per il suo attaccamento al denaro, a somatizzare tutta una serie di commenti negativi e offese rivolte alla sua persona e a leggere una importante nota finale liberatoria. Il giovane infatti confessa che all’ approssimarsi della scadenza, cinque giorni prima, evaderà dal pertugio dichiarando persa la scommessa. Questa prima stesura del racconto fu pubblicata con il titolo fiaba nel 1889 con un finale chiuso che caratterizza la classica partita a scacchi, ossia apertura, medio gioco e finale che traslato diventa inizio. svolgimento, fine. Alcuni anni dopo la fuga, il giovane avvocato si ripresenta malandato dal banchiere e questi temendo di essere delapidato con esose richieste di rimborso, uccide il suo antagonista per risolvere il problema. Tuttavia in una successiva revisione Cechov intuì che il potenziale del racconto poteva diventare pieno di risonanze semplicemente trasformando in finale aperto e così semplicemente abbiamo il giovane disgustato dalla natura del banchiere che scompare per sempre senza più dare notizie di sè, lasciando macerare il vecchio attaccato al denaro al rimorso e ai sensi di colpa. Non c’è dubbio che il lettore nella seconda revisione abbia più possibilità di fantasticare di inquisirsi sulla natura dei sistemi fiscali che governano l’uomo e sull’ etica e sulla morale, esattamente come un sasso lanciato in un stagno che rimbalzando ripetutamente, è in grado di creare numerosi cerchi concentrici. Come si può vedere da questo esempio, dobbiamo intendere la scrittura come un lungo processo di assemblaggio di particolari meccanici, organizzati tramite cicli di lavorazione e tempistiche  di produzione. Le parole in realtà sono leve, molle e bottoni che posizionato in un certo modo sblocanno o azionano determinati meccanismi nel lettore. Quindi se qualcuno ha dei dubbi sulle sue prossime letture, deve necessariamente passare prima o poi, in questa o nella prossima vita, attraverso Cechov e il suo pupillo minimalista Carver, che riprende lo stile del suo maestro nei tagli e nei rami da sfrondare per ottenere il migliore effetto possibile sul lettore.

PHP, OOP, magic method e costruttori

Articoli precedenti su tema OOP:

https://umbriawayinfo.wordpress.com/2019/04/07/programmazione-procedurale-oppure-oop-this-is-the-problem/

https://umbriawaypotenzia.wordpress.com/2019/04/07/php-versione-sette-introdotte-nuove-direttive-per-trasformare-il-linguaggio-in-fortemente-tipicizzato/

https://umbriawaysemplifica.wordpress.com/2019/04/08/ambito-di-visibilita-delle-variabili-in-php-public-protected-private/

web developer umbriaVediamo adesso esempi visti negli articoli precedenti dove è palese che la definizione delle proprietà viene richiesta all’ utente ma che fare quando vogliamo ottenere un oggetto compiuto che abbia al suo interno già le proprietà inizializzate e definite con dei valori senza dover accedere all’interno della classe e settare queste variabili? Si ricorre ai metodi magici di PHP che iniziano con __ (due volte underscore) in questo caso scomodiamo il metodo COSTRUTTORE. Senza il costruttore dobbiamo andare noi a definire i valori delle proprietà di volta in volta, con quelle ambiguità legate alla visibilità delle variabili che possono indurci all’ errore senza l’uso della parola chiave THIS che fa riferimento all’ oggetto corrente quando non abbiamo a che fare con PUBLIC:

/*
<?php
class Libro {
public $titolo;
public $autore;
public $codiceisbn;
public $prezzo;
public $quantita;

}

output indirizzo: https://www.farwebdesign.com/PHPOOP/9/index.php

<?php
require_once “classi/Libro.php”;

$nlibro = new Libro();
var_dump($nlibro);
$nlibro->titolo = ‘Sandokan’;
$nlibro->autore = ‘Salgari’;
$nlibro->codiceisbn = ‘123ASWE’;
$nlibro->qta = 10;
echo “<br>”;
var_dump($nlibro);

*/

mentre con il costruttore caratterizzata dalla sintassi public function __construct($tit,$aut,$cod,$qta=1) ci accingiamo a creare un oggetto completo che ha le sue proprietà inizializzate e definite, senza dover intervenire in corsa:

/*

<?php
class Libro {
public $titolo;
public $autore;
public $codiceisbn;
public $prezzo;
public $quantita;
public function __construct($tit,$aut,$cod,$qta=1) {
$this-> titolo = $tit;
$this-> autore = $aut;
$this-> codiceisbn = $cod;
$this-> quantita = $qta;
}
public function getTitolo() {
return $this->titolo;
}
}

output con index1.php indirizzo https://www.farwebdesign.com/PHPOOP/9/index1.php, da notare il Sandokan finale dovuto alla stampa dell’ istruzione:
echo $nlibro->getTitolo();

<?php
require_once “classi/Libro1.php”;

$nlibro = new Libro(‘Sandokan’,’Salgari’, ‘1234ASB’);
var_dump($nlibro); //il var_dump è una funzione che stampa il tipo di dati
echo “<br>”;
echo $nlibro->getTitolo();

*/

Con new creiamo una istanza della classe, ma questo sistema non ci fa inizalizzare tutte le proprietà del nostro oggetto e i valori delle variabili devono venire precisati dopo, mentre con l’introduzione del costruttore creo un oggetto già personalizzato sulla base dei parametri che gli vado a passare. Dopo la parola NEW, il metodo costruttore forgia il nostro oggetto inserendo dei valori, ne consegue che questo metodo NON PUO’ RESTITUIRE DEI VALORI perchè non fa altro che dare forma compiuta al nostro oggetto con dei valori assegnati alle proprietà. Il costruttore che è la prima funzione che viene richiamata in una classe inizializza tutte le nostre variabili in una sola stringa. A questo punto non ci resta che perfezionare la nostra classe libro anche in ambito sicurezza, ciò verrà affrontato in una delle prossime puntate!

Il match del secolo condominiale, terza del match, GM Faraoncic accorcia le distanze

[Site “Chess.com”]
[Round “3”]
[White “enricof8”]
[Black “homunculus1”]
[Result “1-0”]
[ECO “B03”]
[WhiteElo “1816”]
[BlackElo “1814”]
[EndDate “2019.01.17”]

All’ indirizzo https://www.chess.com/daily/game/215826638 troviamo la visualizzazione dinamica dlela terza del match, con il bianco frastornato per gli schiaffi presi nella prima e seconda partita del match che é stato ribattezzato dalla stampa specializzata: del secolo condominiale. Dopo aver perso due punti con un sunto all’ indirizzo https://umbriawaypotenzia.wordpress.com/2019/01/20/seconda-del-match-mondiale-condominiale-vs-homunculus1-dopo-io-pensa-ma-qui-posizio-persa-micko-philidor-defence/ , dove nella seconda il nero non ha proprio giocato, il bianco realizza in questa partita che il GM che ha di fronte non va sottovalutato e che per vincere contro l’Alekine bisogna giocare qualche linea migliore che non sia alla seconda mossa 2 d4 come nella partita d’esordio, come dire anche gli scarsono devono correggere il tiro quando non ottengono risultati. Ecco spiegato il perché del punto esclamativo alla seconda mossa.

1.e4 Nf6 2.e5! Nd5 3.d4 Nb6 4.f4 d6 5.Nf3 dxe5 6.fxe5 Bg4 7.Be2 e6 8.O-O Be7 9.Nc3!? NT

Il problema del bianco in questa variante é che deve puntellare d4 e la mossa di cavallo non smuove un dito a favore di tale causa, indi per cui su questa linea il pedone d4 deve essere sacrificato. Chessbase riporta 9 c3

9..Nc6 10.Be3 O-O 11.Qe1? (+0.91 → +0.17)

meglio 11 Af2 a cui potrebbe seguire 11..De8, il sacrificio di pedone bluff inventato dal bianco a gioco corretto non dovrebbe produrre nulla

11…Bxf3! 12.Bxf3 Nxd4 13.Rd1 Nxf3+ 14.Rxf3 Qe8 15.Ne4?

puntando un occhio sulla casa f6, ma 15 Dg3 Rh8 16 Dg4 idea Tg3 potrebbe essere una interessante linea di sviluppo

15..Kh8?

mancando la non facile 15..Da4 che dovrebbe togliere a gioco corretto ogni speranza al bianco

16.Qg3?

andava giocato 16 b3 idea c4 dopo un presumile cambio di torri sulla colonna “d” e il vantaggio del nero é minimo

16..f5? (-1.24 → +1.17)

Blunder. The best move was 16… ♕a4! 17.Nc3 Qxc2 18.Rd2 Qg6 con posizione senza speranza per il bianco

17.exf6 adesso il vantaggio del bianco é stato ripristinato ma servirebbe un’ altra piccola imprecisione
17..gxf6 18.Rdf1!?

18 Dc7 e 18 Ad4 sono da considerare

18..Nd5 19.Bd4

19..e5? 20.Bxe5! fxe5 21.Qxe5+ Nf6

21..Af6 22 Dd5 Td8 23 Dc4 é senza speranza per il nero a gioco corretto

22.Qc3! +-

una bella mossa di attesa che intende riprendersi il maltolto solo nelle condizioni più favorevoli, adesso il bianco gioca per vincere

22..Qg6

22..Db5 idea 23 Cf6 Dc5+ é da considerare

23.Nxf6 Bxf6 24.Rxf6 Rxf6 25.Rxf6 Qg7 26.Rf3 Rd8 27.Qxg7+ Kxg7 28.Rd3

28..Rxd3?!

accellera la fine anche se l’alternativa Tc8 é spiacevole e a gioco corretto non dovrebbe salvare ma questo é il punto, a gioco corretto!

29.cxd3 +-

il finale di soli pedoni sembra perso per il nero adesso c’è solo da capire se il bianco deve spingere i suoi pedoni ad est per attirare l’attenzione del re in quel settore e scivolare sull’ ala di donna al momento opportuno oppure se riuscire nella strategia contraria, invogliare il re nero ad andare ad ovest visto che il pedone in più sul lato opposto assicura la promozione in maniera rapida e indolore

29..Kf6 30.Kf2 Ke5 31.Ke3 c5 32.g4 Kd5 33.a4 b6 34.h4 Ke5 35.Kf3

dovrebbe essere vinta anche dopo 35 h5, forse addirittura più marcata

35..Kd4 36.g5 Kxd3 ?!

36… ♔e5 é relativamente migliore per 37.Kg4 Ke6 38.Kf4 a6 39.Ke4 b5 40.a5 b4 41.h5

37.h5 Kc2 38.g6 hxg6 39.hxg6 Kxb2 40.g7 c4 41.g8=Q c3 42.Qg7

42 Dc4 é ancora meglio secondo le macchine 42…c2 43.Qb4+ Ka2 44.Qc3

42…a6 43.Ke3 b5 44.axb5

o anche 44.Kd3 b4 45.Qg2+ c2 46.Qxc2+ Ka1 47.Qc1+ Ka2 48.Kc2 b3+ 49.Kc3 b2 50.Qxb2#

44…axb5 45.Kd3 idea Dg2+ 1-0

il bianco é riuscito ad accorciare le distanze, adesso il match si porta sul 2 a 1 per il GM homunculus1 ma lasciamo intravvedere il punto di vista del GM avversario:

A – 9) Cc3… Le mie fonti danno come preferibile 9)c3

B – Su 15)….Da4 temevo 16)Ag5

C – 16)…Da4 non mi convinceva troppo….il bianco può giocare 17)Cg5 che è fastidiosa ma anche 17)Cc3!? Dc2 18)Tdf1 Dg6 19)Dg6 fg6 20)Tf8 Tf8 21) Tf8 Af8 19)Cb5 poco chiaro….

D – 16)….f5 brutta mossa! Apre il gioco a favore del bianco! Avevo pensato anche a 16)….Tad8 17)Tdf1 Cd5 18)Ag5 b5 19)Dh4 con enorme compenso per il bianco!

E – 26)Tf3….. Mi aspettavo 26)Df3….

F – 35)Rf3…..qui probabilmente si vince con quasi tutte le mosse ma secondo me è più precisa 35)h5….

Trattamento evans del gambetto di re, miglioriamo il gioco del bianco

[Site “Chess.com”]
[White “enricof8”]
[Black “mlamdmar”]
[Result “0-1”]
[ECO “C30”]
[WhiteElo “1832”]
[BlackElo “1391”]
[EndDate “2019.01.13”]

1.e4 e5 2.f4 Bc5 3.Nf3 d6 4.b4?!

(+0.22 → -0.90) Inaccuracy. A better move was 4. c3 Bg4 5.d4 Bxf3 6.gxf3 Qh4+ 7.Ke2 Bb6 8.a4!? NT a5 gioco pari ma anche 8..Cc6 9 a5 Axd4 10 cd4 Cd4 11 Rd3 con posizione giocabile per entrambi. Lo schema scelto dal bianco ricorda un pò la tattica del gambetto evans.

4…Bxb4!

il miglior modo per confutare un gambetto é accettarlo. Le macchine indicano questa mossa come inaccurata, con la partita che rientra su binari aperti per entrambi, 4..Ab6 dovrebbe dare un vantaggio netto, ma di fatto é il bianco che deve dimostrare qualcosa con il pedone in meno: -1.12 → -0.42 , a better move was 4…Bb6 5.Na3 Nf6 6.Nc4 Nc6 7.d3 Nxb4 8.Qd2 Nc6 9.fxe5

5.c3 Ba5 6.fxe5 dxe5 7.Bc4 Nc6 8.O-O Nf6 9.Ba3 Bg4! NT

chiaro vantaggio del nero e anche la mossa più forte secondo le macchine, chessbase riporta 9..Ab6+ che potrebbe dar luogo a rientri

10.Qb3?

(-0.86 → -2.10) Inaccuracy. A better move was 10.h3! Bh5! (10..Af3 11 Df3 Ce7 12 d4! Cg6 12 Dg3 gioco pari) 11.Bb5 (11 De1 leggero vantaggio nero) 11..Bxf3! (11..Ce4?! 12 Da4! gioco confuso) 12.Rxf3 Qd7 13.Rd3 Qe6 14.Qe2 Bb6+ 15 Rh1 De6 16 De2 leggero vantaggio del nero; 10 Cg5!? Dd7! chiaro vantaggio nero idea 000 evitando la patta sul sacrificio di donna; la migliore é 10 Ab5 idea Ce4 11 De2 e vantaggio minimo del nero ad esempio 11..Af3 12 Tf3 Ab6+ 13 Rf1! Dh4 14 d3 e controgioco attivo in cambio del pedone

10…Bb6+ 11.d4?

accellera la fine

11..Qd7

idea 000 -+ ma anche con la spiacevole minaccia per il bianco 11..Ca5

12.Kh1

12 Cg5 Ah5 13 Rh1 000 -+

12..Bxf3!

la mossa risolutiva secondo il computer

13.Rxf3 exd4 14.Bb5 Nxe4!

di nuovo un tratto da silicio, nel senso che salta fuori sulla scacchiera di nuovo la mossa più forte

15.Bxc6 bxc6 16.cxd4 O-O-O 17.Nc3 Nd2

0-1

conclusioni: viste le due partite precedenti in cui il mio avversario aveva perso abbastanza velocemente con degli strafalcioni, questa sonora batosta maturata con le mosse migliori del nero sulla scacchiera suona un pò sospetta; mettiamola così potrebbe essere un test per verificare se il bianco é un computer oppure no, certo é che l’umana 10 h3 al posto dell’ errata Db3 non é facile da trovare sulla scacchiera per restare a galla di bianco!

Javascript per aspiranti programmatori: B – variabili e tipi di dati

All’ indirizzo: https://umbriawaycultura.wordpress.com/2018/12/10/javascript-per-aspiranti-programmatori-a-overview/ avevano introdotto JS come overview, adesso diamo un occhiataccia alle variabili e al tipo dei dati. Le variabili sono contenitori per la memorizzazione dei valori dei dati. Il valore di una variabile può cambiare nel programma. Usa la parola chiave var per dichiarare una variabile:

var x = 10;

Nell’esempio sopra, il valore 10 è assegnato alla variabile x. JavaScript è case sensitive. Ad esempio, le variabili lastName e lastname, sono due variabili diverse. In JavaScript, il segno di uguale (=) è chiamato l’operatore “assegnazione”, piuttosto che un operatore “uguale a”.

Ad esempio, x = y assegnerà il valore di y a x.

Una variabile può essere dichiarata senza un valore. Il valore potrebbe richiedere qualche calcolo, qualcosa che verrà fornito in seguito, come l’input dell’utente. Una variabile dichiarata senza un valore avrà il valore non definito.

Assegniamo un valore a una variabile e lo inviamo al browser.

var x = 100;
document.write(x);

L’uso delle variabili è utile in molti modi. Potresti avere migliaia di righe di codice che potrebbero includere la variabile x. Quando cambi il valore di x una volta, verrà automaticamente modificato in tutte le posizioni in cui lo hai usato. Ogni “istruzione” scritta è chiamata affermazione. Le istruzioni JavaScript sono separate da punti e virgola.

I nomi delle variabili JavaScript sono sensibili al maiuscolo / minuscolo. Nell’esempio seguente abbiamo cambiato x in maiuscolo:

var x = 100;
document.write (X);

Questo codice non produrrà alcun output, poiché xe X sono due variabili diverse.

Regole di denominazione

– Il primo carattere deve essere una lettera, un carattere di sottolineatura (_) o un segno di dollaro ($). I caratteri successivi possono essere lettere, cifre, caratteri di sottolineatura o simboli del dollaro.
– I numeri non sono ammessi come primo carattere.
– I nomi delle variabili non possono includere un operatore matematico o logico nel nome. Per esempio, 2 * qualcosa o questo + quello;
– I nomi JavaScript non devono contenere spazi.
-I trattini non sono consentiti in JavaScript. È riservato alle sottrazioni.

Ci sono alcune altre regole da seguire quando si nominano le tue variabili JavaScript:

– Non devi usare simboli speciali, come il mio # num, num%, ecc.
– Assicurati di non utilizzare nessuna delle seguenti parole riservate di JavaScript.

Il termine tipo di dati si riferisce ai tipi di valori con i quali un programma può funzionare. Le variabili JavaScript possono contenere molti tipi di dati, come numeri, stringhe, matrici e altro.

A differenza di molti altri linguaggi di programmazione, JavaScript non definisce diversi tipi di numeri, come interi, brevi, lunghi, virgola mobile, ecc.

I numeri JavaScript possono essere scritti con o senza decimali.

var num = 42; // Un numero senza decimali

Questa variabile può essere facilmente modificata in altri tipi assegnandole qualsiasi altro valore di tipo di dati, come num = ‘una stringa casuale’.

I numeri JavaScript possono anche avere decimali.

<code>

var price = 55.55;
document.write(price);

</code>

I numeri JavaScript vengono sempre memorizzati come numeri in virgola mobile a precisione doppia.
Le stringhe JavaScript vengono utilizzate per archiviare e manipolare il testo. Una stringa può essere qualsiasi testo che appare tra virgolette. Puoi utilizzare virgolette singole o doppie.

var name = ‘John’;
var text = “My name is John Smith”;

È possibile utilizzare le virgolette all’interno di una stringa, purché non corrispondano alle virgolette che circondano la stringa.

var text = “My name is ‘John’ “;

Puoi ottenere virgolette tra virgolette usando il carattere di escape come questo: \ “o \ ‘all’interno di virgolette singole. Poiché le stringhe devono essere scritte tra virgolette, le virgolette all’interno della stringa devono essere gestite. Il carattere backslash (\) escape trasforma i caratteri speciali in caratteri stringa.

var sayHello = ‘Hello world! \’I am a JavaScript programmer.\’ ‘;
document.write(sayHello);

Il carattere di escape (\) può anche essere usato per inserire altri caratteri speciali in una stringa. Questi caratteri speciali possono essere aggiunti a una stringa di testo utilizzando il segno barra rovesciata.

Se inizi una stringa con una sola citazione, dovresti anche terminarla con una singola citazione. La stessa regola si applica alle virgolette. Altrimenti, JavaScript verrà confuso.

In JavaScript Boolean, puoi avere uno di due valori, vero o falso. Sono utili quando hai bisogno di un tipo di dati che può avere solo uno dei due valori, come Sì / No, On / Off, Vero / Falso.

var isActive = true;
var isHoliday = false;

Il valore booleano di 0 (zero), nullo, non definito, stringa vuota è falso. Tutto con un valore “reale” è vero.

Linux in 5 mosse, da NC a GM. Mossa 2C: comandi base di linux

Un bel giorno un novizio salì sulla montagna con la sua voglia insaziabile di imparare linux e il maestro che era indaffarato con Argentina vs Croazia partita dei mondiali rispose: “ma hai dato un occhiata a https://umbriawayinfo.wordpress.com/2018/06/21/linux-in-5-mosse-da-nc-a-superutente-gm-mossa-1-overview-quella-luce-in-fondo-al-tunnel-e-un-tir/? ” e l’allievo rispose “si ma non ce sta niente di quello che cerco”. Al che il maestro silenziò l’audio della diretta e chiese: “ma hai dato un occhiata a https://umbriawaypotenzia.wordpress.com/2018/06/21/linux-in-5-mosse-da-nc-a-gm-mossa-2a-la-struttura-delle-directory/?” e l’allievo rispose che non aveva trovato nulla di quello che cercava. Il maestro armandosi di molta santa pazienza chiese ancora “ma allora tutto quello che cerchi lo trovi su https://umbriawaysemplifica.wordpress.com/2018/06/21/linux-in-5-mosse-da-nc-a-gm-mossa-2b-la-shell-la-finestra-dei-comandi/“. L’allievo che non cercava la salvezza eterna rispose che non aveva trovato nulla neanche lì sui comande base di linux. Dopodiché la leggenda zen narra che il novizio fu scaraventato a valle dalla cima della montagna con una catapulta mentre il primo tempo tra le due grandi si consumò senza infamia e senza lode. Ora volendo di nuovo rompere il maestro potremmo fare anche noi qualche domanda. Tipo come faccio a vedere in formato lista il contenuto di una directory? Come faccio a cambiare la directory corrente? Come faccio a capire su quale directory sto lavorando? Come faccio a concatenare file e a vedere il loro contenuto? Come faccio a mostrare argomenti a video stampandoli tipo che so il path di unavariabile di ambiente? Come faccio a consultare il manuale in linea digitando quale comando? Come faccio a uscire dalla sessione di lavoro corrente e come faccio a pulire lo screen da tutti i comandi dati facendo diventare la mia bella lavagna pulita? Il maestro risponderebbe che tutte le risposte caro novizio sono dentro di te per cui in sogno riceverai l’illuminazione adeguata del tipo, rispettivamente in ordine per ogni domanda: ls, cd (che sta per change directory), pwd, cat, echo, man, exit e per finire il tanto agognato clear. Non era difficile imparare i comandi base di linux, bisognava chiedere solo con garbo al maestro. Con ls ottengo solo un elenco disordinato orizzontale mente con ls -l ottengo una lista ordinata piena di dettagli come l’immagine presente nell’ articolo. Attenzione perché tutti questi comandi sono case sensitive e LS oppure Ls non sarebbe la stessa cosa che digitare il giusto ls. Questo vale anche quando si deve digitare correttamente il nome della directory. Se non so cosa fa il comando ls posso interrogare il manuale di linux scrivendo man ls e mi compariranno tutte le opzioni disponibili per assolvere ai miei scopi. Digitando semplicemente cd se mi trovo in una sottodirectory posso risalire automaticamente in home. Come al solito il modo migliore di imparare questi comandi direbbe il maestro zen é sperimentare sperimentare e ancora sperimentare con la pratica e consultando la documentazione tramite il comando man che abbiamo come risorsa pratica per risolvere i problemi dirattemente sul campo.

Blog su WordPress.com.

Su ↑