La popolarità dei motori di ricerca quando non si parla di Google, chiarisce performances Colle di Nocera Umbra

performances-colle-di-nocera-umbraMa il tema della popolarità come viene affrontato su quei motori di ricerca che non sono Google? Risponde performances Colle di Nocera Umbra. Yahoo ad esempio contempla un web rank al posto del pagerank entrato in versione beta nel 2004 e visualizzabile sulla apposita barra. Il criterio di classificazione va sempre da uno grado più basso a dieci ricorda performances Colle di Nocera Umbra ma cambia l’approvvigionamento di risorse in quanto possono votare in forma anonima anche gli utenti al contrario di Google. Il brand si appoggia ad analisi manulai di supporto con directory specifice in modo da stabilire se tiamo parlando di qualcosa di consistente o meno. Se un sito é presente su DMoz e anche spazio Yahoo! aziende il punteggio come si può intuire sale. Nel 2010 Bing e Yahoo! si sono messi inseme per segnalare i risultati con firma powerful by Bing. Il TrustRank é stato inventato da Yahoo! motore che usa anche altre situazioni stravaganti come le preferenze degli utenti per i siti per arrivare a stabilire un punteggio più alto. Il futuro del connubio BING Yahoo! non é chiaro ma diciamolo questo nome senza omerta performances Colle di Nocera Umbra deve parlare: Marissa Mayer ceo relativamente nuovo ex google che lascia ipotizzare degli sviluppi nel mercato dei motori di ricerca. Per BING invece é da sottolineare come l’analisi dei backlink ossia i link che entrano nel sito siano considerati senza valutare la qualità, questa scelta a livello di contenuti pregiudica ovviamente il valore reale dei contenuti in quanto basta una enorme quantità di segnalazioni verso quel sito per aumentare il ranking. I motori ricorda performances Colle di Nocera Umbra traggono molto giovamento dai social media e di come Google Plus abbia scombussolato le carte in tavole dal punto di vista delle strategie aziendali. C’è stato un accordo tempo fa in cui Google e Twitter facilitavano l’analisi dei dati interni con un enorme dispendio di risorse usato dal primo attore per andare a creare una scala di popolarità consistente. Poi con l’avvento di Google Plus queste preferenze degli utenti sono traslate all’ interno ma senza i dati massicci di un largo bacino di utenza esterno che era refrattariamente chiuso e inaccessibile. I profili FB sono chiusi e non aperti come per Twitter quindi riuscire a centrare un quadro complessivo per un articolo che aveva magari varie condivisioni in giro per il mondo non era facile e non lo é tuttora per cui la domanda critica é quanta influenza PORTANO I SOCIAL SULLA seo, CERTAMENTE TANTA MA COME MISURARLA? Poi tra ReTweet fatta per dieci o cento le analisi subiscono ulteriori sconvolgimenti. Insomma parliamo di situazioni macroeconomiche e di strategie aziendali molto complesse e di equilibri continuamente stravolti dalle novità tecnologiche e dalle pressioni dei mercati. Il problema di fondo rimane come aumentare la popolarità dal punto di vista del web master e quanto i link inclusi oppure esclusi in questo quadro complessivo vadano a cambiare di molto la foto generale. Non solo devo inserire link esterni di altissima qualità ma mi devo chiedere anche se gli utenti possono trarre giovamento da queste info che sto andando a segnalare sempre pensando alla tematicità e alla pertinenza. Il confine tra valorizzazione e penalizzazione é sempre molto labile e sappiamo che nel primo caso sempre di più andranno a pesare naturalezza semantica e buon senso da white seo. Ma la popolarità non é influenzata solo dai link ricorda sempre performances Colle di Nocera Umbra, come si arriva a un sito, quanto tempo ci resto , come lo navigo e che cosa cerco. Il motore considera anche questi dati affidabili. Piacere ai nostri fedelissimi potenziali clienti significa in ultima analisi piacere anche ai motori di ricerca. Poi esistono tutta una serie di considerazione da fare sulle toolbar e di come queste in teoria potrebbero influenzare il punteggio conferito con l’intervento anonimo degli utenti, leggende metropolitane? Forse! Il fattore comportamento dell’ utente certamente influenza la popolarità e conseguentemente il posizionamento, anche se quella congiura dei click degli anni novanta con click mirati da parte di vari utenti dimostrò che i siti salivano se qualcuno si metteva di impegno a fare la stessa ricerca autoreferenziale diversificando le modalità di fruizione. Oggi questa é un altra bufala parziale in quanto come già detto il comportamento dell’ utente certamente influenza come fattore critico nella somma totale delle variabili il risultato finale. I parametri sono tanti e insieme formano una sostanza seria di analisi: modo di navigare il tipo di ricerca, tempo destinato e velocità di uscita, mica pizza e fichi! In uno dei prossimi articoli di allenamento mentale su uno dei tanti portali Umbriaway Consulting affronteremo la spinosa questione di come aumentare la popolarità e vivere felice senza incappare in penalizzazioni.

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