Epilogo e revisione: la tecnica di Cechov

umbrianoirNarra la leggenda che Raymond Carver sia morto con un libro di Cechov tra le mani, scrittore che amava e principale fonte di ispirazione per la sua produzione letteraria. Stava lavorando a un libro di poesie “il nuovo sentiero per la cascata” quando decise di includere versi del sommo maestro. Beninteso non copiati. Era solo un riconoscimento doveroso alla sua guida spirituale analogamente a quello che fece Čajkovskij con Bethoven. Anton Cechov ci lascia prematuramente nel 1904 durante un viaggio nella foresta nera giovanissimo: 44 anni. Ma nel suo transitare fugace  ha lasciato un cratere nel firmamento letterario. Qui prendiamo in esame un suo racconto intitolato la scommessa, quello che preme sottolineare nella meccanica del lavoro dello scrittore è appunto l’idea di revisione. Nella prima stesura si può anche scrivere di getto, ma successivamente bisogna riprendere il testo più volte, magari dopo averlo fatto invecchiare in cantina. A caldo i punti di vista perdono una visione oggettiva ma il tempo come dicono i saggi aggiusta tutto. Nel racconto la scommessa un vecchio marpione banchiere fa una scommessa con un giovane avvocato partendo da un assunto che ha una sua valenza scientifica: è impossibile non comunicare per un essere umano, con la tesi di partenza che nessuno può resistere all’ isolamento per un tempo abbastanza a lungo, nello specifico il banchiere sottolinea i cinque anni di resistenza, ma il giovane audace si lancia e sostiere che soltanto in cambio di vitto e alloggio e libri somministrati con un certo criterio negli anni, lui potrà triplicare quel dato e alla fine del quindicesimo intascherà i due milioni di rubli che vengono messi sul piatto. Invidiamo questa generazione di strampalati sparatori fuffogeni, peccato non averli qui a governare in tempi moderni. Ma limitiamoci ai personaggi e vediamo come continua la narrazione. Cechov rispetta il canovaccio iniziale e inizia a dare al giovane avvocato che vuole consumare l’impresa ciò di cui ha bisogno, cibo, un rifugio solido e sicuro (un bunker predisposto nella casa del banchiere per le dovute verifiche nel rispetto delle specifiche) e libri a quantità secondo le modalità concordate all’ inizio con criteri che non vogliamo qui approfondire. A questo punto però gli scacchisti direbbero che ci stiamo inoltrando in pieno medio gioco avanzato e il banchiere inizia ad avere paura: non vuole dare i due milioni di euro al giovane avvocato. C’è un unico modo per scongiurare il pericolo e a questo punto i finali possono diventare aperti o chiusi a seconda di come vogliamo impostare la cosa. Nella prima stesura del racconto Cechov infervora il banchiere all’ omicidio, non volendo sganciare rubli, l’unico modo è proprio quello di seppellere il problema, letteralmente. Ma quando entra nel rifugio trova la cavia dormiente e sul tavolo una sorta di diario in cui racconta i suoi burrascosi stati d’animo: così il banchiere è costretto a leggere del disgusto che prova il giovane per la sua figura e per il suo attaccamento al denaro, a somatizzare tutta una serie di commenti negativi e offese rivolte alla sua persona e a leggere una importante nota finale liberatoria. Il giovane infatti confessa che all’ approssimarsi della scadenza, cinque giorni prima, evaderà dal pertugio dichiarando persa la scommessa. Questa prima stesura del racconto fu pubblicata con il titolo fiaba nel 1889 con un finale chiuso che caratterizza la classica partita a scacchi, ossia apertura, medio gioco e finale che traslato diventa inizio. svolgimento, fine. Alcuni anni dopo la fuga, il giovane avvocato si ripresenta malandato dal banchiere e questi temendo di essere delapidato con esose richieste di rimborso, uccide il suo antagonista per risolvere il problema. Tuttavia in una successiva revisione Cechov intuì che il potenziale del racconto poteva diventare pieno di risonanze semplicemente trasformando in finale aperto e così semplicemente abbiamo il giovane disgustato dalla natura del banchiere che scompare per sempre senza più dare notizie di sè, lasciando macerare il vecchio attaccato al denaro al rimorso e ai sensi di colpa. Non c’è dubbio che il lettore nella seconda revisione abbia più possibilità di fantasticare di inquisirsi sulla natura dei sistemi fiscali che governano l’uomo e sull’ etica e sulla morale, esattamente come un sasso lanciato in un stagno che rimbalzando ripetutamente, è in grado di creare numerosi cerchi concentrici. Come si può vedere da questo esempio, dobbiamo intendere la scrittura come un lungo processo di assemblaggio di particolari meccanici, organizzati tramite cicli di lavorazione e tempistiche  di produzione. Le parole in realtà sono leve, molle e bottoni che posizionato in un certo modo sblocanno o azionano determinati meccanismi nel lettore. Quindi se qualcuno ha dei dubbi sulle sue prossime letture, deve necessariamente passare prima o poi, in questa o nella prossima vita, attraverso Cechov e il suo pupillo minimalista Carver, che riprende lo stile del suo maestro nei tagli e nei rami da sfrondare per ottenere il migliore effetto possibile sul lettore.

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