Imparare wordpress per immagini: perchè pensare al CMS più famoso al mondo come una FACTORY ci aiuta nella comprensione

developer wordpress umbria
nessuna differenza!

All’ indirizzo https://wpshout.com/ gestito da Fred Meyer and David Hayes, viene proposta una metafora illuminante per imparare WORDPRESS, l’immagine suggestiva del titolo! Se andiamo a curiosare all’ indirizzo https://umbriawaytarget.wordpress.com/2021/01/30/come-approcciare-lo-studio-del-labirinto-wordpress-senza-rischiare-un-tso-e-vivere-sereni/ in questo articolo avendo l’intenzione di entrare come potenziale sviluppatore nel mondo WP avevo proposto l’accostamento audace del LABIRINTO, ma Fred Meyer and David Hayes mi battono di brutto per dimostrare i legami di complessità che ruotano intorno al CMS e dimostrano una completezza nell’ approccio formativo che lascia illuminati.

L’idea di fondo è che una fabbrica ha un luogo dove si appoggia, ha un impianto idraulico, ha un impianto elettrico, ha una catena produttiva che sforna magari “AUTO”. Facciamo attenzione a questa espressione legata a fare uscire in output un prodotto che nel caso di WP diventa “la pagina richiesta dall’ utente dopo averla digitata su un brower per richiederla a un server!”.

Prima però facciamo un passo indietro rispetto all’ articolo https://umbriawaytarget.wordpress.com/2021/02/01/wordpress-e-lapproccio-bottom-up-vs-top-down-pro-e-contro-delle-due-strategie-di-formazione/ e cerchiamo di capire perchè appena tentiamo di aprire la conoscenza di WP una vocina interiore ci circuisce e subdolamente ci suggerisce di non aprire quella porta, proprio perchè tanti fili annodati insieme e tutti incomprensibili seminano in noi un profondo sconcerto. Poi agiscono delle convinzioni limitanti per cui sempre quella voce viene da noi a dirci che non diventeremo mai sviluppatori di A, B o C perchè davvero è troppo complicato. Il segreto nella didattica sta nel mettere a fuoco il quadro generale e la metafora della fabbrica è perfetta perchè simbolicamente c’è un SITO (un luogo) che consente alla fabbrica con le sue mura di esistere (SITO = SERVER), esiste un consumatore (IL BROWSER) che richiede un ordine di produzione (una pagina specifica o URL) ed esiste il prodotto finito che visualizza il risultato della richiesta (l’auto che esce dalla catena di montaggio).

Questa precisione nei dettagli è davvero profonda e mostra un approccio diverso da quello che ci si potrebbe aspettare visualizzando un labirinto che non è altro che un insieme di mura insormontabili da aggirare nella nostra immaginazione. Quindi anche se all’ inizio si tende a scoraggiarsi (a me è successo con REACT NATIVE quando dopo aver perso tantissimo tempo per cercare di configurare gli strumenti di base senza riuscirci, ho deciso di soprassedere verso successivi assalti che al momento non mi penso di fare), tenendo presente il funzionamento generale di questa gigantesca macchina del caffè, abbiamo in testa la soluzione a tutti i nostri drammi.

web design umbria
stessi livelli di difficoltà!

Come ammettono gli stessi autori, sotto WP c’è un mondo sconfinato e vedere il funzionamento generale del sistema ci semplifica la vita e ci spinge ad andare avanti piuttosto che andare indietro. Ogni fabbrica deve essere costruita da qualche parte, su un pezzo di terra con un indirizzo specifico, ecco quindi il SERVER.

Quella terra deve essere adeguatamente suddivisa in zone, accessibile dalle strade, dotata di impianti idraulici ed elettrici e così via. Il sito della fabbrica non è il macchinario all’interno della fabbrica, o le materie prime all’interno del magazzino; piuttosto, fornisce l’ambiente per tutto quanto sopra.

Poi abbiamo il Browser: il consumatore, le fabbriche vengono gestite pensando al consumatore. Per un sito WordPress, questo è (un essere umano che esegue) un browser web. Il browser – e l’utente – non vuole davvero sapere cosa succede in fabbrica o altrove; non ne capirebbe molto. È interessato solo al prodotto finale che esce dall’intero processo: un documento HTML elaborato che può essere riprodotto in una pagina web leggibile dall’uomo. Il browser richiede questi documenti e il server lavora duramente per consegnarli, quindi tutto ciò che accade in fabbrica è in ultima analisi legato alla soddisfazione delle richieste del browser.

URL: l’ordine di produzione; fortunatamente per tutti noi, il consumatore sa come dire alla fabbrica quello che vuole. Un browser dice a un sito WordPress quale pagina web produrre, inviando una richiesta HTTP per un URL specifico. Come utente, ogni URL digitato nel browser diventa in realtà un “ordine di produzione” inviato dal browser al sito WordPress. Alla fabbrica di WordPress viene detto di restituire una pagina web specifica al browser e a te.

Ad esempio, l’URL https://www.farwebdesign.com/ è un “ordine”, da un browser a un sito WordPress, per creare e restituire la home page di FWD, che elenca gli ultimi post.

https://www.farwebdesign.com/chisiamo è un “ordine” per creare e distribuire la pagina chisiamo di farwebdesign, che fornisce solo i contenuti di quella singola pagina WordPress. Pagina web “chisiamo”: il prodotto finito!

Come una fabbrica di automobili produce auto finite per la consegna ai concessionari autorizzati e, da lì, ai consumatori, WordPress produce pagine web finite per la consegna ai browser web e, da lì, agli utenti.

Le pagine web sono scritte in HTML e hanno gli elementi che ti aspetti: menù di navigazione, un piè di pagina, un content, un header e sidebar e gli invisibili tag meta. Il punto importante è che una pagina web consegnata, è un prodotto solido e confezionato, proprio come un’auto. È compito di WordPress creare questo prodotto e spedirlo all’utente che lo ha richiesto.

Questa analogia della fabbrica è potentissima e ha un senso! Bravissimi quelli di https://wpshout.com/ che mostrano un simile approccio nella didattica!

A questo punto quello che ci terrorizza per andare avanti è la risposta alla domanda: che cosa si nasconde sotto il cofano della vettura uscita dalla catena di montaggio?

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