Best games 2018, Carlsen come il prezzemolo anche se non usa PYTHON

Sacrifici corretti, sacrifici scorretti, ma una bella partita giocata ha tutta una serie di parametri per essere giudicata avvincente e bella e artisticamente adeguata rispondendo a precisi criteri di armonia e correttezza oppure no? All’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chesscollection?cid=1025103 abbiamo delle prestazioni da urlo ma sarò tutto vero? Ad esempio in questa prestazione di Shirov limitata solo dal fatto che é stata giocata in simultanea, il bianco pigro e indolente sacrifica un paio di torri d’angolo per concludere velocemente la partita in apertura: http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1704700 inoltre sono reperibili molte partite di attacco giocate anche in maniera pulita e cristallina come ad esempio http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1485587 ma veniamo al punto, quali sono state le partite finora inizio 2018 che meritano menzione artirtica? Chessgames menziona Carlsen http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1908642, Giri http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1908518 e Anand il vecchietto decrepito in grande spolvero http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1908509 in effetti queste tre partite da sole sono in grado se visionate di produrre un patologico mal di testa della durata di un mese (mentre guardando una sola partita di un certo Planinc, una qualsiasi, il mal di testa durerebbe oltre 12 mesi senza soste). Complicazioni a go go che rispondono anche alla domanda critica: che cosa serve realmente per migliorare negli scacchi e fare il salto di qualità una volta che si sono appresi gli elementi di base per una corretta valutazione posizionale? Analisi, analisi e ancora anlisi. Senza la capacità di calcolare complesse varianti senza perdere aderenza con la realtà difficilmente si andrebbe da qualsiasi parte. E ora passiamo a Karpov, pardon volevamo dire a Pyton anche se tra i due ci sono delle analogie.Linguaggio compilato? Interpretato? Generazione di un bytecode e macchina virtuale? Andiamo con calma ad esempio: https://it.wikipedia.org/wiki/Interprete_(informatica) e proseguiamo con sangue freddo https://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio_compilato. All’ indirizzo https://umbriawayfocus.wordpress.com/2018/02/10/ma-se-io-gioco-il-gambetto-di-re-contro-aronian-posso-fare-patta-la-risposta-e-affermativa-se-usi-python-e-se-ti-chiami-carlsen/ abbiamo iniziato a curiosare su Pyton, a questo punto approfondiamo. Come dice mamma wiki Python è un linguaggio multi-paradigma, che ha tra i principali obiettivi dinamicità, semplicità e flessibilità. Supporta il paradigma object oriented, la programmazione strutturata e molte caratteristiche di programmazione funzionale e riflessione. Le caratteristiche più immediatamente riconoscibili di Python sono le variabili non tipizzate e l’uso dell’indentazione per la definizione delle specifiche. Altre caratteristiche distintive sono l’overloading di operatori e funzioni tramite delegation, la presenza di un ricco assortimento di tipi e funzioni di base e librerie standard, sintassi avanzate quali slicing e list comprehension. Il controllo dei tipi è comunque forte (strong typing) e viene eseguito a runtime (dynamic typing). In altre parole, una variabile è un contenitore al quale viene associata un’etichetta (il nome) che può essere associata a diversi contenitori anche di tipo diverso durante il suo tempo di vita. Usa un garbage collector per la liberazione automatica della memoria. Python ha qualche somiglianza con Perl, ma i suoi progettisti hanno scelto la via di una sintassi più essenziale e uniforme, con l’obiettivo di aumentare la leggibilità del codice. Analogamente a Perl è classificato spesso come linguaggio di scripting, ma pur essendo utile per scrivere script di sistema (in alternativa per esempio a bash), la grande quantità di librerie disponibili e la facilità con le quali il linguaggio permette di scrivere software modulare favoriscono anche lo sviluppo di applicazioni molto complesse. Approndiamo sempre all’ indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Python :sebbene Python venga in genere considerato un linguaggio interpretato, in realtà il codice sorgente non viene convertito direttamente in linguaggio macchina. Infatti passa prima da una fase di pre-compilazione in bytecode, che viene quasi sempre riutilizzato dopo la prima esecuzione del programma, evitando così di reinterpretare ogni volta il sorgente e incrementando le prestazioni. Inoltre è possibile distribuire programmi Python direttamente in bytecode, saltando totalmente la fase di interpretazione da parte dell’utilizzatore finale, e ottenendo programmi Python a sorgente chiuso. Come il Lisp e a differenza del Perl, l’interprete Python supporta anche un modo d’uso interattivo attraverso il quale è possibile inserire codice direttamente da un terminale, visualizzando immediatamente il risultato. L’interprete è inoltre contenuto nella libreria standard e come in molti altri linguaggi interpretati è possibile far valutare stringhe arbitrarie nel contesto corrente. È però possibile passare all’interprete anche un contesto completamente diverso, sotto forma di liste che contengono l’elenco dei simboli definiti. Python dispone anche di un framework per lo unit testing che supporta lo sviluppo di test unitari automatici. E le prestazioni? Se paragonato ai linguaggi compilati statically typed, come ad esempio il C, la velocità di esecuzione non è uno dei punti di forza di Python, specie nel calcolo matematico. Esiste un’estensione, Psyco, che è una sorta di compilatore JIT in grado di velocizzare in modo notevole alcuni tipi di codice, specialmente l’implementazione di algoritmi, pur aumentando la memoria utilizzata. Le performance di Python sono allineate o addirittura superiori ad altri linguaggi interpretati, quali PHP e Ruby, e in certe condizioni può rivaleggiare anche con Java. Non va inoltre dimenticato che Python permette di aggirare in modo facile l’ostacolo delle performance pure: è infatti relativamente semplice scrivere un’estensione in C o C++ e poi utilizzarla all’interno di Python, sfruttando così l’elevata velocità di un linguaggio compilato solo nelle parti in cui effettivamente serve e sfruttando invece la potenza e versatilità di Python per tutto il resto del software.

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Davide batte Golia, quando una mossa come 13 Ag5 rende vano qualsiasi commento, anche quelli in PHP!

Qualcuno ha mai sentito nominare un certo Cordes? Aveva il bianco contro Miles nel 1985 a Bad Warisofen che non so dove stà e a un certo punto salta fuori da qulche lontano universo parallelo una mossa pazzesca come 13 Ag5, certamente sono gli anni più belli per gli scacchi giocati, quelli in cui la matematica e l’informatica erano ancora mescolati alla componente umana. Che può fare Miles, magari difende il pedone con Tf8 ma ecco arrivare uno schema da matto anomalo con 14 De5 scacco. Vabbé so quei pochi minuti di celebrità che tutti prima o poi nella vita attraversiamo se non altro quando ci tocca imprecare alle poste quando qualcuno ci passa davanti. E che succcederà mai, il nero sembra averla sfangata con materiale del tutto pari dopo che quella casa d6 diventa il trampolino di lancio tattico per tutti i giochetti sterili del bianco. Sterili? Alla mossa 19 ecco arrivare una semplice spinta di apertura delle linee con il re nero ormai sfinito e si riaprono le danze fino a quando il nero viene piegato e costretto a perdere materiale. Grande prestazione di Cordes quindi http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1097651 ma i misteri sopra questa partita rimangono e Giacobbo che fa? Chi é questo Cordes e perché nessuno lo conosce e come mai ha tirato fuori una prestazione da urlo? E ora con seo specialist Umbria saltiamo a PHP. In molti casi se si desidera che siano visualizzati tutti i messaggi di errore durante lo sviluppo, ma non in fase di produzione si può agire sul PHP.ini. Immettere error_reporting =0 e nella pagina web non verrà visualizzato nessun messaggio di errore. E’ possibile registrare i messaggi di errori in un file di LOG invece di disattivarli completamente. Si utilizzano due impostazioni nel file php.ini: impostare log_errors = On e error_log = percorso/nomefile. RISULTATO: gli errori PHP vengono registrati nel file dal nome specificato. Per maggiori delucidazioni rimandiamo all’ articolo scritto da seo specialist Umbria all’ indirizzo https://umbriawayamplifica.wordpress.com/2018/01/04/messaggi-di-errore-in-php-e-mosse-bastarde-non-e-un-titolo-cult-del-nobel-della-letteratura-kazuo-ishiguro-ma-una-scelta-infida-di-kortchnoi-contro-ljubojevic-a-linares-nel-1985/. E ora in seguito a numerose interrogazioni nell’ aula parlamentare di Umbriaway Consulting cerchiamo di dare una risposta al signor Marzullo di strada del Mughetto a Gallipoli: come faccio a escludere porzioni di codice senza cancellarle? L’argomento é stato affrontato numerose volte e rischia di scapparci il morto ma rispondiamo in maniera cortese. I commenti sono note incorporate nello script. PHP ignora i commenti. I commenti forniscono informazioni per la persona che deve decodificare il codice e capire come si é intervenuti nello script e per fare cosa. I commenti vengono anche usati e utilizzati per circoscrivere la semantica del codice e le sezioi critiche della struttura di una pagina. I commenti semplificano e non complicano e vanno usati, sentenzia Faraoni Enrico CEO di Umbriaway Consulting. I commenti possono avere la distanza desiderata e possono essere inseriti ovunque nello script. Il PARSER PHP ignora queste sezioni di codice e trascura eventuali TAG che sono annidati all’ interno di un commento. Con /* indichiamo l’inizio di un commento mentre con */ ne circoscriviamo la fine. Il blocco può trovarsi su più righe se necessario ad esempio /* testo del commento ….*/ é anche possibile indicare un commento di una sola riga. I caratteri // e # indicano l’inizio di una SOLA RIGA di commento. Non esistono regole sulla formattazione dei commenti, spesso gli autori degli script oltre a segnalare il nome e i dettagli del codice inseriscono delle vere bacheche. I commenti possono essere inseriti anche dopo che abbiamo iniziato a dare istruzioni. Vediamo alcuni esempi di commenti validi:

# questa riga é un commento
// anchye questa riga é un commento
$age=21; // il commento inizia qui

###############################
#commento
###############################

/* name= login.php
* descrizione: …..
* autore …….
* created:…..
*/

E Vaganian che fa?! La sa giocare la francese? Chiedetelo a Reshevsky!

agenzia web marketingAll’ indirizzo https://en.wikipedia.org/wiki/Rafael_Vaganian troviamo delle informazioni utili su questo mostro degli scacchi. In breve. Ha ottenuto lo status di Grandmaster internazionale nel 1971, all’età eccezionalmente giovane di 19 anni, dopo un eccellente risultato al torneo Vrnjacka Banja dello stesso anno, dove ha ottenuto il primo posto davanti a Leonid Stein e Ljubomir Ljubojević. Questo è stato anche l’anno in cui è arrivato quarto al World Junior Chess Championship, il vincitore è stato il giocatore svizzero, Werner Hug. Sulla scia di questo risultato deludente, era così arrabbiato con se stesso che sfidò Hug a un incontro lampo nel tentativo di recuperare un po ‘di orgoglio. I giocatori hanno fatto il blitz solo e Vaganian è risultato vincitore. Personaggio allegro e popolare nel circuito del grandmaster, la sua prestazione complessiva in carriera è eccezionale e include ulteriori vittorie a Kragujevac 1974, São Paulo 1977, Kirovakan 1978, Las Palmas 1979, Manila 1981, Hastings 1982/83, Biel 1985 (Interzonal), Leningrado 1987, Toronto 1990 e Ter Apel 1992. A Mosca 1982 e Tallinn 1983, condivide il primo posto con Mikhail Tal e al Næstved 1985 con Walter Browne e Bent Larsen. Ha vinto due volte il torneo di scacchi di Reggio Emilia, la 35a edizione 1992/93 e la 37a edizione 1994/95. A Odessa nel 1989, ha vinto il 56esimo campionato sovietico al suo 38esimo compleanno. Nei precedenti tentativi aveva condiviso il terzo posto a Leningrado nel 1974 ea Mosca nel 1983, mentre finiva secondo nella sua città natale, nel 1975.agenzia web marketing È stato candidato al campionato del mondo due volte, perdendo per Andrei Sokolov nel 1986 e per Lajos Portisch nel 1988. Si stima che abbia vinto più di trenta tornei in totale, e nel 2004, legato per il primo posto a Mosca L’Aeroflot si apre con Sergei Rublevsky e Valerij Filippov. Nel gennaio 2005, il suo punteggio Elo raggiunse brevemente il massimo del 21 ° secolo al 2670, rimettendolo tra i primi 50 del mondo, nonostante fosse a metà degli anni Cinquanta. Il profilo di questa bestia agonistica lo si trova all’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=13989 e ci sono delle gemme che in tanti forse ricorderanno, come la celebre francese contro Reshewsky giocata nel 1976 http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1145474 dove si evince che passeggiare con troppa sicurezza in apertura verso il centro della scacchiera non é qualcosa che fa bene al tabellone. mPer vedere il più classico degli alfiere prende pedone f7 bisogna andare su http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1145443 mentre per rispondere alla domanda critica “ma questi GM finito il periodo d’oro a distanza di anni sono ancora in grado di battere in maniera convincente forti GM contemporanei?” bisogna vedere come viene tritato il francese Lautier all’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1277125. E per rispondere al quesito posto da agenzia web marketing sullo stile scomodiamo la colonna Suetin che nel 1985, lo ha descritto come un giocatore con grandi doti naturali. Avendo giocato con lui un certo numero di volte, aveva percepito i grandi poteri di intuizione degli armeni: “Ha una bella sensazione della dinamica di una battaglia a scacchi e sa come intensificare il gioco al momento giusto, non sempre calcola le varianti completamente, facendo affidamento sul suo naturale intuito.” Delle idee volatili di Vaganian alla scacchiera, ha aggiunto “… Il sentimento di paura o incertezza gli è sconosciuto: è un ottimista perpetuo, pieno di intenzioni ambiziose in ogni fase di ogni gioco, con un temperamento esplosivo …”. E ora dopo aver capito che le partite di Vaganian vanno viste studiate ripassate e memorizzate perché senza cultura scacchistica non si va da nessuna parte saltiamo con le esigenze didattiche di Umbriaway Consulting a JavaScript parlando di ARRAY e di armadi e di cassetti e di rappresentazioni di dati. Le matrici ricorda agenzia web marketing, memorizzano più valori in una singola variabile. Per memorizzare tre nomi di corso, hai bisogno di tre variabili.

var course1 =”HTML”;
var course2 =”CSS”;
var course3 =”JS”;

Ma cosa succede se hai avuto 500 corsi? La soluzione è un array.

var courses = new Array(“HTML”, “CSS”, “JS”);

Questa sintassi dichiara una matrice denominata corsi puntualizza agenzia web marketing, che memorizza tre valori o elementi. Si fa riferimento a un elemento dell’array facendo riferimento al numero di indice scritto tra parentesi quadre. Questa istruzione accede al valore del primo elemento nei corsi e cambia il valore del secondo elemento.

var courses = new Array(“HTML”, “CSS”, “JS”);
var course = courses[0]; // HTML
courses[1] = “C++”; //Changes the second element

[0] è il primo elemento di un array. [1] è il secondo. Gli indici di matrice iniziano con 0. Tentativo di accedere a un indice all’esterno dell’array, restituisce il valore non definito.

var courses = new Array(“HTML”, “CSS”, “JS”);
document.write(courses[10]);
//Outputs “undefined”

Il nostro array di corsi ha solo 3 elementi, quindi il decimo indice, che è l’undicesimo elemento, non esiste (non è definito). Puoi anche dichiarare un array, dirgli il numero di elementi che memorizzerà e aggiungere gli elementi in seguito.

var courses = new Array(3);
courses[0] = “HTML”;
courses[1] = “CSS”;
courses[2] = “JS”;

Un array è un tipo speciale di oggetto. Un array usa numeri per accedere ai suoi elementi, e un oggetto usa nomi per accedere ai suoi membri. Gli array JavaScript sono dinamici, quindi è possibile dichiarare un array e non passare alcun argomento con il costruttore Array (). È quindi possibile aggiungere gli elementi in modo dinamico, evidenzia agenzia web marketing.

var courses = new Array();
courses[0] = “HTML”;
courses[1] = “CSS”;
courses[2] = “JS”;
courses[3] = “C++”;

Puoi aggiungere tutti gli elementi che desideri. Per maggiore semplicità, leggibilità e velocità di esecuzione, è anche possibile dichiarare gli array utilizzando la sintassi letterale dell’array.

var courses = [“HTML”, “CSS”, “JS”];

Ciò risulta nello stesso array di quello creato con la nuova sintassi Array ().
È possibile accedere e modificare gli elementi dell’array utilizzando il numero di indice, come fatto in precedenza. La sintassi letterale dell’array è il modo consigliato per dichiarare gli array. Gli array JavaScript hanno proprietà e metodi integrati utili. La proprietà length di una matrice restituisce il numero dei suoi elementi, focalizza agenzia web marketing.

var courses = [“HTML”, “CSS”, “JS”];
document.write(courses.length);
//Outputs 3

La proprietà length è sempre uno più del più alto indice di array. Se la matrice è vuota, la proprietà length restituisce 0. Il metodo concat () di JavaScript consente di unire array e creare un array completamente nuovo. Esempio:

var c1 = [“HTML”, “CSS”];
var c2 = [“JS”, “C++”];
var courses = c1.concat(c2);

L’array di corsi che contiene 4 elementi (HTML, CSS, JS, C ++). L’operazione concat non ha effetto sugli array c1 e c2 – restituisce la concatenazione risultante come nuova matrice. Mentre molti linguaggi di programmazione supportano matrici con indici nominati (testo anziché numeri), chiamati array associativi, JavaScript no. Tuttavia, è ancora possibile utilizzare la sintassi di array denominata, che produrrà un oggetto. Per esempio:

var person = []; //empty array
person[“name”] = “John”;
person[“age”] = 46;
document.write(person[“age”]);
//Outputs “46”

Ora, la persona viene trattata come un oggetto, invece di essere una matrice. Gli indici nominati “nome” e “età” diventano proprietà dell’oggetto persona. Poiché l’array di persone viene trattato come un oggetto, i metodi e le proprietà di matrice standard produrranno risultati errati. Ad esempio, person.length restituirà 0. Ricorda che JavaScript non supporta gli array con indici nominati. In JavaScript, gli array utilizzano sempre indici numerati. È preferibile utilizzare un oggetto quando si desidera che l’indice sia una stringa (testo). Usa un array quando vuoi che l’indice sia un numero. Se si utilizza un indice denominato, JavaScript ridefinirà la matrice su un oggetto standard. L’oggetto Math consente di eseguire attività matematiche e include diverse proprietà, vediamo un esempio con agenzia web marketing.

document.write(Math.PI);
//Outputs 3.141592653589793

La matematica non ha costruttore. Non è necessario creare prima un oggetto Math. L’oggetto Math contiene un numero di metodi che vengono utilizzati per i calcoli. Ad esempio, quanto segue calcola la radice quadrata di un numero.

var number = Math.sqrt(4);
document.write(number);
//Outputs 2

Creiamo un programma che chiederà all’utente di inserire un numero e avvisare la sua radice quadrata.

var n = prompt(“Enter a number”, “”);
var answer = Math.sqrt(n);
alert(“The square root of ” + n + ” is ” + answer);

Il metodo setInterval () chiama una funzione o valuta un’espressione a intervalli specificati (in millisecondi). Continuerà a chiamare la funzione finché non viene chiamato clearInterval () o la finestra viene chiusa. Per esempio:

function myAlert() {
alert(“Hi”);
}
setInterval(myAlert, 3000);

Ciò chiamerà la funzione myAlert ogni 3 secondi (1000 ms = 1 secondo). Scrivi il nome della funzione senza parentesi quando lo passi nel metodo setInterval. L’oggetto Date ci consente di lavorare con le date. Una data è composta da un anno, un mese, un giorno, un’ora, un minuto, un secondo e millisecondi.
Utilizzando la nuova data (), creare un nuovo oggetto data con la data e l’ora correnti.

var d = new Date();
//d stores the current date and time

Gli altri modi per inizializzare le date consentono la creazione di nuovi oggetti data dalla data e ora specificate.

new Date(milliseconds)
new Date(dateString)
new Date(year, month, day, hours, minutes, seconds, milliseconds)

Le date JavaScript sono calcolate in millisecondi dal 01 gennaio 1970 ore 00:00:00 Universal Time (UTC). Un giorno contiene 86.400.000 millisecondi.

//Fri Jan 02 1970 00:00:00
var d1 = new Date(86400000);

//Fri Jan 02 2015 10:42:00
var d2 = new Date(“January 2, 2015 10:42:00”);

//Sat Jun 11 1988 11:42:00
var d3 = new Date(88,5,11,11,42,0,0);

JavaScript conta mesi da 0 a 11. Gennaio è 0, e dicembre è 11. Gli oggetti data sono statici, anziché dinamici. Il tempo del computer sta ticchettando, ma gli oggetti data non cambiano, una volta creati. Quando viene creato un oggetto Date, un numero di metodi consente di eseguire operazioni su di esso.

var d = new Date();
var hours = d.getHours();
//hours is equal to the current hour

Creiamo un programma che stampi l’ora corrente nel browser una volta al secondo.

function printTime() {
var d = new Date();
var hours = d.getHours();
var mins = d.getMinutes();
var secs = d.getSeconds();
document.body.innerHTML = hours+”:”+mins+”:”+secs;
}
setInterval(printTime, 1000);

Abbiamo dichiarato una funzione printTime (), che ottiene l’ora corrente dall’oggetto data e la stampa sullo schermo. Abbiamo quindi chiamato la funzione una volta al secondo, utilizzando il metodo setInterval. La proprietà innerHTML imposta o restituisce il contenuto HTML di un elemento. Nel nostro caso, stiamo modificando il contenuto HTML del corpo del nostro documento. Questo sovrascrive il contenuto ogni secondo, invece di stamparlo ripetutamente sullo schermo.

Il mondo sta cambiando sveglia, avvisa seo Umbria! E Attenzione alla prosa sulla scacchiera di Walter Browne!

Il giocatore Walter Browne degli anni ottanta aveva un bello stile ed era molto quotato nonché molto pericoloso sulla scacchiera, dichiara seo Umbria. Vedremo con questo post la sua partita di nero contro Christiansen giocata in USA nel 1981 link della partita http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1035480. Mossa degna di rilevanza cavallo nero prende pedone f2 con un pericolosissimo pedone in d2 pronto alla promozione. Citando l’articolo all’ indirizzo http://scaccoalre-padova.blogautore.repubblica.it/2015/06/27/il-mondo-scacchistico-in-lutto-per-la-scomparsa-di-walter-browne/?refresh_ce estrapoliamo un pezzo interessante da parte dell’ autore Federico Manca: “Browne è stato sicuramente uno dei più forti giocatori Statunitensi, e per un buon periodo negli anni 70 80 ha fatto parte della ristretta elite dei più forti giocatori del mondo.inoltre vinse per ben sei volte il titolo di campione statunitense, tra i suoi successi più importanti la vittoria a Wijk aan Zee nel 1980 , e nel New York open nel 1983.Gli Italiani lo ricordano sicuramente anche per la vittoria nel torneo internazionale di Venezia del 1971 dove precedette Il campione Italiano Sergio Mariotti“.seo Umbria Ma i comunicati stampa hanno ancora oggi la loro consistenza tradizionale o hanno perso coesione? Tutte le vecchie modalità di comunicazione con l’avvento di Internet sono soggette a trasformazioni e sono state costrette ad adeguarsi a nuove soluzioni di sopravvivenza. Molte aziende hanno a disposizione un template standard definito modello di comunicazione social media news release che di fatto libera contenuti per gli affiliati relativi a link e testimonianze esterne, materiali scaricabili dalla rete, foto, video, grafici, mappe mentali, feed rss dei comunicati stampa aziendali e anche contatti personali per le relazioni produttore consumatore. La qualità più importante quando si ha una relazione con una parte interattiva é la capacità di ascolto e la conseguente capacità di agire con flessibilità modulando di volta in volta i cambiamenti fino a centrare le esigenze del consumatore ma anche quelle dell’ imprenditore. Le impostazioni rigide dei processi con l’avvento della rete delle reti perdi la sua vecchia efficacia perché le nuove necessità che subentrano implicano una proiezione empatica verso il compratore che deve essere sempre soddisfatto. Si parla di cambiamento e di evoluzione di mercati. Si parla di tecnologia e di nuovi strumenti. Si dice che i mercati oggi sono conversazioni! Viralità e comunità virtuali sempre di più protagoniste dunque. L’importante é predisporre contenuti di qualità per farsi seguire e avere un bacino di piccoli numeri da incrementare in grandi numeri e convertire con le classiche call-to-action in consumi e vendite effettive qualunque sia il servizio prodotto offerto. In fondo una azienda é una community in cui tutte le varie parti agiscono all’ unisono in funzione di un obiettivo, il goal, tutti sincronizzati per generare le migliori performances. Esistono dialoghi orizzontali e schemi verticali. Le politiche dell’ ascolto possono anche essere scopiazzanti in un ottica kaizen di strappare alla concorrenza innominabili segreti. Del resto se servono politiche di trasparenza per essere credibili non abbiamo motivo di dubitare che anche i nostri nemici siano impegnati con questa nostra stessa mission, in quanto come si suol dire le bugie hanno le gambe corte ma anche la trasparenza ha i suoi lati negativi se proprio li vogliamo andare a cercare. Per questo esistono i brevetti per impedire lo scopiazzamento non autorizzato, sentenzia seo Umbria! Del resto oggi abbiamo a che fare con un consumatore scaltro che si documenta prima di comprare da noi presso la concorrenza. Un clima propositivo di competitività é comunque auspicabile in quanto capace di generare un circolo virtuoso abbattendo ogni politica viziosa. Allora condividiamo che é anche un modo per sentirci giovani. Come ha detto qualcuno che se ne intende “lo sharing attraverso contenuti testuali e visuali e multimediali é alla base del fenomeno trasversale della rete partecipata”. Marketing dell’ ascolto, partecipazione, conversazione, flessibilità e modularità di comportamenti: tutto ciò rafforza la convinzione che qualcuno in rete é personaggio credibile, sentenzia seo Umbria. L’intenzione é quella di generare contenuti impressionistici nel consumatore e di regalargli una esperienza sensoriale indelebile, annullando quelle differenze tra gerarchie dal momento che azienda e cliente parlano con la stessa lingua e senza altezzose maschere di lontananza. Poi ricordiamoci che abbiamo un sacco di strumenti a nostra disposizione per fare bene in rete come la Creative Common che sono autorizzazioni sui contenuti divulgabili dove possiamo fare il bagno indifferentemente da moscerini o elefanti. Attenzione in ottica seo Umbria alla duplicazione dei contenuti e citiamo sempre le fonti autorevoli non scopiazziamole. Poi ad averne di consumatori critici che rompono le scatole con raziocinio perché sono in grado di spingere le aziende oltre i limiti che si costruiscono sfornando magari prodotti perfettibili di miglioramento. Famoso in questo senso fu il famoso caso di Febal cucine, riporta seo Umbria, dove un consumatore chiese un preventivo che arrivò gonfiatissimo e costringendo la direzione dell’ azienda a una precisa presa di posizione per spiegare il contesto in cui la base light subiva degli ampliamenti a causa delle esigenze specifiche e dei rivenditori e delle varianti da elaborare. I clienti hanno delle aspettative e non vogliono essere delusi e la grande azienda che scende in campo in prima persona per chiudere la vendita accontentando alla fine con i suoi consigli e la sua professionalità il cliente che percepisce tutto un quadro positivo informativo fa la cosa giusta sempre a prescindere, pure se il cliente all’inizio insoddisfatto decide infine di non comprare malgrado i chiarimenti ulteriori che gli sono stati forniti.

Quando un uomo con la pistola incontra un GM che mette le torri in e1 e d1 quello con la pistola é un uomo morto, parola di Umbriaway Consulting

web design colle di nocera umbraAnche se non sei Godena il solo mettere le torri centralizzate in d1 ed e1 ti aiuta a fare piazza pulita delle postazioni avversarie. Non ci credi? Vai a questo indirizzo: http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1069976 che cosa vedi? Come al solito il pattaiolo del circuito sembrerebbe aver rattoppato tutti i buchi ma i pezzi del bianco si sono presi non solo il centrocampo, ma l’intero universo come spazio e l’unico pedone avanzato del nero si trova in b5 segno che tutta questa salute compresso su tre traverse Andersson non deve certo averla. Ma non basta neanche l’aspirina per salvarsi perché il momento dello scoppio e scarico é arrivato e il povero nero viene travolto velocemente con una miniatura storica in trenta mosse. Tutta questa sceneggiata per dire che? Che la migliore partita premio di bellezza dell’ informatore 32 era la Kasparov – Andersson giocata a Tilburg nel 1981? Certo che no! E quindi? Si continua con il progetto barzellette passando all’ interazione dell’ utente con i form. La capacità di interagire con gli utenti che visualizzano una pagina web é un requisito essenziale per molte applicazioni PHP. I veterano di JavaScript sono portati a pensare in termini di gestori di eventi, che permettonodi reagire direttamente con l’utente – per esempio il movimento del cursore sopra il link di una pagina. I linguaggi di script lato servere come PHP hanno una gamma più limitata quando si tratta dell’ interaqzione dell’ utente. Non appena il codice PHP é attivato, quando la pagina é richiesta dal server, l’interazione dell’ utente può avvenire solo avanti o dietro: l’utente manda le richieste al server e il server risponde con pagine generate dinamicamente. Per creare interattività con PHP dobbiamo conoscere le tecniche che possiamo utilizzare per mandare insieme alla richiesta della pagina web, le informazioni che riguardano le interazione utente/server. Il modo più semplice per far transitare queste informazioni é usando una QUERY STRINGA URL. Se avete mai visto un URL in cui al punto di domanda seguiva il nome di un file, siete stati testimoni della presente tecnica in uso. Vediamo un esempio piuttosto semplice creando un blocco di codice all’ interno del body che risponde a <p><a href=”welcome1.php?name=Kevin”>Hi, I’m Kevin!</a></p> e ovviamente avremmo anche un welcome1.php che indovinate che cosa conterrà? Giusto: <p><?php $name = $_GET[‘name’]; echo “Welcome to our Web site, $name!”; ?></p> dove in sostanza prima recupero il valore della variabile name travite la SUPERGLOBALS $_GET e dopo la concateno per un benvenuto ad effetto! Analizziamo meglio il file con Umbriaway Consulting. Si tratta di un link a un file chiamato welcome1.php, ma con la pagina richiesta, oltre a collegarci al file, stiamo anche inoltrando una variabile. La variabile é passata come parte della query stringa, che é la parte dell’ URL che segue il punto interrogativo. La variabile é chiamata name e il suo valore é KEVIN. Riassumendo: abbiamo creato un link che carica welcome1.php e che informa il codice PHP contenuto nel file che name é uguale a Kevin come valore. PHP crea automaticamente una variabile array chiamata $_GET che contiene qualsiasi valore passato nella query stringa. $_GET é un array associativo, che fa in modo che si possa accedere al valore della variabile name passato nella query stringa come $_GET[‘name’]. Il nostro script assegna questo valore a un’ ordinaria variabile PHP ($name) e dopo la mostra come una parte della stringa di testo usando una dichiarazione echo. Occorre parlare anche del settaggio della variabile register_globals prima di PHP versione 4.2 in quanto se nel file php.ini tale opzione era settata su ON di default l’esecuzione dello script di cui sopra non avrebbe rappresentato un problema in quanto il tutto sarebbe stato generato comunque in automatico, é chiaro che ci sono implicazioni filosofiche legate alla sicurezza dei file sopratutto per gli utenti più inesperti che non masticano ancora bene i problemi di sicurezza sugli script attivi. Nel caso ON del register_globals io potevo anche non scrive l’istruzione $_GET[‘name’] perché PHP avrebbe per l’appunto risolto automaticamente. Per tornare a bomba, io posso inserire più di un valore nella query stringa, vediamo questo esempio dovenel body scriverò: <p><a href=”welcome2.php?firstname=Kevin&amp;lastname=Yank”>Hi, I’m Kevin Yank!</a></p>
</body> e dall’ altra parte sempre usando la stessa logica e gli stessi criteri mi ritroverò uno scipt cehe deve masticare una variabile in più e cioé lastname: <p><?php $firstname = $_GET[‘firstname’]; $lastname = $_GET[‘lastname’]; echo “Welcome to our Web site, $firstname $lastname!”; ?></p> e alla fine avrò creato lo stesso messaggio di benvenuto precedente ma molto più incisivo e personalizzato. Certamente quanto visto qui é semplicemente GRANDIOSO, fa notare web developer Gubbio, ma non abbiamo ancora assistito a una autentica performances interattiva dove l’utente immette delle informazioni in campi testo all’ interno di un form che verranno successivamente elaborate. Pertanto in una dell prossime sessioni di allenamento con web design Todi, andremo a carpire questi insondabili misteri, parola di Giacobbo!

Web design Umbria e la scrittura internet efficace: riconoscere le 50 sfumature di grigio!

web design UmbriaUn copywriter di successo che é felicmente diventato una farfalla professionista sa destreggiarsi tra le insidie delle varie ramificazioni e discpline sul tipo di scrittura per il web (social media, blog newsletter mail) in egual misura, é in grado di operare una comunicazione efficace con la parola scritta con qualsiasi mezzo, introduce web design Umbria. Le email sono molto dirette ed efficaci per inoltrare comunicazioni generation leads. Le caratteristiche di questo ramo di scrittura per il web sono che qui la lunghezza del testo ha un ruolo secondario. L’oggetto é molto importante in quanto determina già la lettura o la non lettura del messaggio. Il nostro scopo é attirare l’attenzione e convincere il destinatario che la nostra mail va letta perché portatrice di depositari segreti e della formula alchemica dell’ elisir di lunga vita. L’oggetto é il classico specchietto per le allodole e deve essere breve e veloce, deve deflagare nella testa del lettore come una purificatoria esplosione e rivelazione. Anche qui come per il blog vale la regola di mettere all’ inizio le informazioni importanti, ricorda web designer Umbria. In mezzo a tutto questo calderone in cui il lettore deve fare ed essere convertito all’ azione non manca il rispetto per il contenuto del messaggio: l’oggetto deve contenere informazioni utili che servono, stiamo offrendo un servizio e deve essere di qualità. Nelle email promozionali funziona l’idea di creare un senso di urgenza e di creare un bisogno che va colmato con la nostra risanante prosa. Mentre nelle email promozionali lo scopo in primo piano é vendere, nella stesura di newsletter lo scopo é quello di informare, aggiornare, fidelizzare, mostrarci competenti ricorda web design Umbria. E questo lo si ottiene creando titoli convincenti e storie di sostanza ma soprattutto dando la possibilità all’ utente di disiscriversi democraticamente con dei link belli in vista. Bisogna essere brevi e concentrati. Esortare all’ azione con verbi come prendi prenota aumenta compra guadagna guarda incrementa acquista é sempre una buona idea. La call to action deve essere diretta e chiara per arrivarci non diamo al lettore troppe azioni convogliamolo verso il finale senza tergiversare. Evitiamo di fare spam , le mail promozionali fanno parte del marketing ma senza esagerare. Altri accorgimenti utili sono rimandare alla nostra pagina web di riferimento, come web design Umbria per esempio e rispettare le esigenze dell’ interlocutore, comunicare si ma con rispetto senza appunto fare spam. web design UmbriaCome copywriter però dovremmo essere bravi a scrivere anche testi pubblicitari e conoscere i vari tipi di opzioni presenti per catapultarci nel mondo dell’ advertising. La pubblicita PPC per esempio é contestuale circoscritta e correlata solo a certi tipi di annunci che parlano solo di quel tipo di messaggio. La pubblicità display come tradisce l’espressione stessa ha un suo modo visivo di colpire e affondare. Poi ci sono gli annunci intermedi che si frappongono quando stai navigando e mentre cerchi le informazioni che ti servono, alquanto fastidiosi per la cronaca perché ti costringono a tempi di attesa che ti allontaneranno poi dal sito che stai visitando, fa notare web design Umbria. Scrivere titoli e testi coinvolgenti vale per tutte le ramificazioni fino ad ora scandagliate. Includere call to action e una strategia di diffusione delle keywords deve essere fatto e curare i dettagli pure: immaginate di aver creato il testo perfetto linkando poi a un URL inesistente! E della landing page ne vogliamo parlare? Di come abbiamo la necessità cioé sparare la nostra attenzione specifica come avviene per esempio per web design Umbria. Sapersi anche districare come copywriter tra comunicati stampa tradizionali e quelli redatti su internet male non fa. Qui si scrive una pubblicità meno aggressiva e più soft dove spesso lo scopo é quello di valorizzare il proprio brand piuttosto che vendere una Ferrari. Influenzare le persone per generare il famoso passaparola. Colpire persone influenti e pubblico generico e ovviamente GOOGLE. Le conversazioni interattive che si sviluppano sul web sono un’altra differenza soastanziale tra il classic e internet rispetto ai comunicati stampa ufficiali e ufficiosi. Anche qui vale il principio di portare dei vantaggi, parlare direttamente al pubblico e scrivere per il consumatore immedesimandosi nel suo costume di scena, ricorda web design Umbria. Vale il principio che il rispetto per le regole grammaticali viene prima di tutto e vale l’idea che tutto quello che serve per forgiare un quadro esaustivo informativo al lettore deve essere incluso. Non dimentichiamoci di includere informazioni di contatto e di includere call to action e non dimentichiamoci infine di mettere in moto quella scrittura un pò mafiosetta per i motori di ricerca conclude web design Umbria.

Ma come hai fatto ad allineare tutti gli articoli su una unica riga? Ma il float come proprietà con i CSS la usi?

Diciamocelo la vita non sarebbe la stessa senza i CSS, certo é roba leggerina più per web designer piuttosto che per web developer, ma hanno un grande potenziale per rendere graficamente accattivanti pezzi di codice grezzo che senza un vestito ammiccante darebbero poca soddisfazione nello sviluppo web in Umbria. Vediamo questo all’ indirizzo: http://www.farwebdesign.com/css/aforismi/…verrebbe da chiedere ma come si fa ad allineare tutti gli articoli su unica riga oppure come si fa a delimitare i div con il bordino e il radius angolare? Come faccio agestire le immagini? Come faccio a centrale tutto il materiale più a destra piuttosto che sopportare passivamente un allineamento a sinistra che mi viene proposto in automatico? Prima di rispondere a tutte queste domande con web developer Umbria chiediamoci prima se hai fede scacchisticamente nel calcolo delle varianti. Mettiamo il caso che ti stai giocando una posizione tipo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1152906 e dici ok adesso metto il cavallo nella casa c3 confidando sul fatto che non posso perdere d4 a causa del trucchetto tattico scacco in g6…ebbene tutta questa superficialità da parte di Gligoric non é così premiante nel senso che il nero Schmidt mangiò proprio in d4 confidando su una apertura della colonna h che il bianco non aveva fatto previsto…notevole il modo in cui tatticamente il B sia riuscito a creare fuffa torbida da acqua del tevere fiendo per pattare la partita ma certo l’episodio mostra uno dei pericoli N 1 per gli scacchisti, la pigrizia analitica! Certo che la mossa 8 Cd5 così a occhio farebbe pensare a qualocosa di geniale ma solo umanamente visto che così a intuito un motore si schiererebbe come vittoria da parte del nero! Ok adesso possiamo tornare a tutte le domande di cui sopra con web developer Umbria, con tasto destro si può vedere il sorgente e arrivare a delle risposte automatiche per ogni quesito dal momento che tutte le regole CSS assolvono a compiti ben specifici. La centratura degli elementi si é verificata con un banale utilizzo del comando regola margin-left su una impostazione CSS del body, mentre i border-radius caratterizzano l’area che viene spalmata sul display con l’accorgimento float: left sull’ elemento di interesse che spinge tutti gli elementi appunto svolazzanti a coprire l’intera pagina, cosa che in assenza di questa regola impilerebbe tutto con un lunghissimo scroll verticale. Per quanto riguarda le combinazioni capita a tutti di vederle con molto ritardo anche a distanza di anni volendo!

Stai come uno di Ferrara sugli alberi a 50 gradi le foglie?! Allora tutto ciò é di buon auspicio perché la fortuna esiste negli scacchi e probabilmente non morirai assiderato dal caldo!

Ma della partita giocata tra Euwe e Smyslov ne vogliamo parlare giocata al campionato del mondo del 1948 con web developer Umbria? Certo che la fortuna esiste proprio eh a scacchi! Smyslov stava come uno di Bologna sugli alberi ad Agosto! Ebbene il B come si dice in gergo ha apparecchiato bene la tavola, tutti i prezzi sono pronti per l’accoppiamento parafrasando battiato e anche la prima mossa giocata da Euwe é giusta 1 Ceg6!! che scardina la fortezza nemica, la donna non si può prendere causa matto in f8 quindi Smyslov gioca 1..fg6 unica e adesso il Bianco che fa? Al posto di giocare 2 Dg4 con idee del tipo 2..Df7 3 e5 Ce7 4 e6 De8 5 Ch5! oppure anche 2..Af7 3 e5 Ag5 4 e6 Ae8 5 Cxg6 Axg6 6 Df5!! Dg7 7 Df7!! DxD 8 exf7 Axb1 9 f=cavallo matto se ne parte e spara 2 Cxg6 al che il povero Smyslov forzatamente deve di nuovo prendere con serafica calma con la freddezza di un monaco Zen che sta per vedere il nirvana. Adesso dopo 2..Rg6 il bianco avrebbe ancora un forte attacco giocando cose del tipo 3 Df3! Cf6 4 e5 ma Euwe imbambolato riesce a giocare una linea che lo porta al secondo diagramma perdendo la partita. La questione della psicologia degli errori negli scacchi é materia vasta e affascinante. Smyslov aveva studiato da ipnotista? Non lo sappiamo, assistiamo solo a uno scempio di combinazione mancata. Saltando di nuovo nel mondo parallelo della programmazione che ha così tante analogie con quello degli scacchi con web developer Umbria, torniamo a JS. In Java Script tutto quello che non é un a parola chiave é una variabile, tipo pippo=3; alert(pippo); puto=pippo; dove l’alert mostrerà il contenuto della variabile nella finestra del browser e dove dopo si assegna alla variabile pluto lo stesso contenuto della variabile pippo. Benché non sia strettamente necessario é bene attribuire la dichiarazione della variabile con var pippo; quello che stupisce é che non abbiamo una dichiarazione sul tipo di dati, le variabili in JS possono contenere qualsiasi tipo di dato e anche tipi diversi per esempio é corretto scrivere var pippo; pippo =3;pippo= “stringa testo”; esistono anche forme d compatte per scrivere tipo pippo = pippo * 2; che é anche uguale a pippo*=2; un altra operazione molto comune, ricorda web developer Umbria alias Faraoni Enrico ceo di Umbriaway Consulting, é l’incremento di una unità e il decremento dell’ unità, per questi due casi si usano rispettivamente gli operatori ++ e –: pippo–; pippo++; che equivalgono a pippo=pippo-1; e pippo = pippo +1; bisogna prestare attenzione alle forme compatte di somma e sottrazione nel caso esse vengano usate in espressioni, si consideri il seguente caso dove a=1; e b=1+ e a++; quanto valgono le variabili a e b al termine delle due istruzioni? Facendo una verifica possiamo dire che valgono 2, la seconda istruzione ha fatto prima la somma tra 1 e il valore precedente di a, poi é stata incrementata di 1. Per questa caratteristica le operazioni a ++ e a– si chiamano rispettivamente post incremento e post decremento (perché l’operazione viene effettuata dopo l’uso del valore contenuto nella variabie se questa é usata in espressioni). In maniera analoga esistono le operazioni di pre-incremento (++a) e pre-decremento (–a) eccco allora che scriveremo a=1; b = 1+ ++a; si può verificare che a vale sempre 2 mentre b ora vale 3. Occorre fare attenzione quando si utilizzano gli operatori di pre o post incremento in espressioni booleane complesse, si consideri per esempio questo caso dove a=0; var b=0; var bool1=a++>0 || b++>0); var bool2 =(a++<0 && b++<0); si provi a calcolare, al termine delle istruzioni i valori di a, b, bool1 e bool2. Dopo avere dato una risposta confrontate il risultato con la soluzione ossia a=2; b=1; bool=false; bool2=false; nel primo caso bool1 l’interprete valuta la prim espressione a++>0. Per farlo il valore il valore attuale di a (che é 0) viene valutato e poi confrontato, il confronto dà come risultato FALSE e poi si é incrementato di 1. Visto che c’è un OR logico la prima parte é stata valutata FALSE, l’interprete valuta anche la seconda parteper decidere il valore complessivo dell’ espressione. Lo fa in maniera analoga alla prima parte, per cui il risultato complessivo é FALSE e anche b viene incrementato di 1. A questo punto si valuta bool2. La prima espressione é a++<0; siccome a vale 1, a viene valutato FALSE e poi incrementato di 1. Però questa espressione fa si che l’intera espressione, essendoci AND sarà valutata a FALSE; pertanto la seconda espressione non viene valutata e il risultato per bool2 é FALSE, mentre ora a vale 2 e b resta con il valore 1. Ma che regole di conversione usa JS sul tipo di dati, come valuta una espressione del tipo: alert(“32/3/1.1*3*1.1=” + 32/3/1.1*3*1.1); a che tipo di risultato andiamo incontro? Serve Nostradamus per decodificare questa centuria? Il fatto é che JS ha le sue regole di conversione e l’operatore + nel caso di cui sopra ha una doppia funzione addiziona anche le stringhe oltre che fare calcoli. In pratica trasforma il numero in stringa e poi esegue la concatenazione, ribadisce web developer Umbria. Ma che dire di alert (3+2+”=3+2″); e alert (“3+2=”+3+2); a prima vista il tutto sembra equivalente o quasi ma provando si riscontra che le istruzioni non sono uguali affatto dove nel primo caso ottengo un alert con su scritto 5=3+2 e nel secondo ottengo 3+2 = 32. Per rendere i due script equivalenti é necessario far si che l’ordine delle operazioni, nei due casi sia uguale e per farlo si possono introdurre le parentesi visto che gli operatori + hanno diversi utilizzo di precedenza a seconda del contesto in cui si trovano. sostanzialmente ci sono diverse regole di precedenza su + e * per cui prima vengono risolti i * poi il +, del resto anche a scuola ci dicevano prima esegui le moltiplicazioni e le divisioni poi la somma. In Javascript per trasformare la stringa in un numero si può usare la funzione parseInt() per ottenere un numero intero oppure parseFloat() per ottenre un numero con la virgola. Si faccia attenzione perché il parser su una stringa che non é un numero fa restituire NaN valore particolare che indica “Not a Number” ovvero “non é un numero”.Nel caso che la stringa abbia un numero come prima parte, e poi una qualsiasi stringa, restituisce comunque il valore di tale numero. Per esempio tutte le espressioni tipo parseInt(’12’) o parseInt (’12pippo’) o parseInt (’12 12 12′) restituiscono tutte il valore 12; parseInt ha un secondo parametro opzionale che rappresenta la base da usare nel parsing del numero. Tale base può essere un numero da 2 a 36. Ecco ad esempio come eseguire il parser di una stringa in base 16 con risultato consequenziale che é 12: parseInt (‘c’, 16) e parseInt (‘0x0c’,16). Conviene anche esercitarsi con javascript e le basi diverse da dieci ma sul training ci sarà modo di vedere qualcosa di inerente con web developer Umbria!

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