Umbria Noir rimarca: sai stirare? Allora puoi raccontare storie.

umbria-noirNon si conosce quello che si studia finché non lo si conosce e lo si ha conosciuto: basta ponti e giri di parole fuffogene, rientriamo nella regola della vivisezione letteraria con Umbria Noir. Parliamo di Scerbanenco. Di solito un proiettile che viene conficcato nella materia solida si porta dietro i frammenti del mondo che attraversa. Questo pilastro noir esaltato da Lucarelli come suo magister ne ha di esperienze vitali in repertorio che lo portano a conoscere la natura umana nelle sue forme più strampalate. In racconti neri edito da Garzanti scopriamo che il mistero della invenzione letteraria sia per Scerbanenco ridotto ai minimi termini. Un pò provocatoriamente l’autore fondante del noir in Italia sostiene che l’ispirazione sia una sorta di mito esageratamente da riformulare. Sai stirare? Allora puoi scrivere storie, tanto per rifarsi alle farneticazioni di Umbria Noir. Più amore ci metti mentre stiri e più le storie ti vengono meglio, più passione bruci mentre consumi la tua sceneggiatura e più il quadro é compiuto, più le cose irrompono nel mondo reale. Tesi formulata da un tipo -non si sa bene con quanta autoironia- che ha sostenuto la guerra e che ha vissuto decine di esperienze edificanti per lo spirito in cui un privilegiato angolo di osservazione ha avuto il sopravvento come quando era cronista di una rivista doveva gestire le lettere più diverse dei suoi fedeli lettori, con analisi sulla natura umana esclusiva che poi è stata riversata nelle sue invenzioni letterarie che altro non sono che ferri da stiro che sistemano le cose. umbria-noirNel racconto una donna di riserva per Joe l’autore si diverte a spiazzare il lettore e crea una sorta di tensione per gli avvenimenti futuri, come una sorpresa imminente nascosta dietro la pagina che diventa letale e risolutiva. Il lettore pensa di avere a che fare con una scena di guerra, dove un soldato americano gioca a fare il salvatore del mondo. Scopriamo poi che papà e figlio stanno invece simulando un film di partigiani visto la sera prima sulla piazza del paese, ma mentre giocano a preservare il bene, ecco che il vero male fa capolino e prende il sopravvento: Joe durante una spasmodica attesa dietro un cespuglio finalizzata a entrare in azione con tanto di pistola finta anti invasore, vede la sua consorte allontanarsi in macchina con l’amante segreto, moglie di nazionalità tedesca innamorata di un suo connazionale.umbria-noir Il piccolo figlio di Joe realizza solo alla fine che sta per essere relegato in un collegio ma fortunatamente una vecchia fiamma ripudiata accorre per salvare le cose con la complicità del piccolo defraudato. Nessuna macchia di sangue plateale in questo racconto eppure si percepisce una sorta di tristezza di fondo che deriva da ferite lacere contuse che sgorgano emozioni negative e bruciano idrocarburi letali anche se il piccolo siparietto di conclude con un apparente lieto fine. E’ davvero una chiave di lettura questa da dare alla letteratura, si domanda Umbria Noir? Ma quel film in cui l’aspirante campione di Judo debba per centrare l’obiettivo fare una gavetta partendo dal basso prestandosi a lavare macchine e a dipingere steccati vuoi vedere che é pertinente alla domanda critica? Le storie nascono perché qualcuno li strimpella i tasti e ha voglia di accenderlo anche solo quel ferro da stiro magico? La risposta non é dentro di te ma dentro il libro di Scerbanenco Racconti Neri edito da Garzanti.

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