Albrecht Duerer: il Cavaliere, la morte e l’operatore LIKE!

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Mai sentita l’espressione il diavolo é nei dettagli? Si sente ovunque da Netflix alla TV di stato, dalle serie di telegabibbo a radio Clerici dedicata alle torte. Ma nell’ ambito front end developer che sta a significare? Risponde lo stesso Albrecht Duerer, classe ’71 (non facciamo scherzi dell’ anno millequattrocento eh) artista definito eliocentrico dalla critica perchè aveva l’ardire di far scivolare di soppiatto se stesso nelle opere senza dare troppo nell’ occhio. E’ il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale, immette nelle sue creazioni simbolismi e significati esoterici e lo fa tenendo conto di due grandi sguardi, quello che ogni progettista web ha ereditato anche da lui senza saperlo: la visione olistica della pianura vista dall’ alto e lo sporcarsi le mani toccando dal basso i dettagli. Se si guarda appunto l’opera dell’ incipit si scoprirà che quello che fa la differenza nella visione generale è proprio il diavolo, cioè il dettaglio. Ma tradotto nella vita complicata di un frontend developer di tutti i giorni che mi sta a significare? Che quando si mettono in piedi dei progetti sembra tutto facile, tutto olistico. E’ tutto idealizzato, sembra quasi che con uno schiocco di dita come per magia le cose si materializzino tanto per tornare all’ esoterismo sibolico dell’ artista tedesco. Invece sono i dettagli che invadono il tuo corpo, esattamente come il diavolo. Prendiamo ad esempio un problema stupido come quello di un meccanismo di ricerca da far funzionare come https://www.farwebdesign.com/umbriagallery/ : funziona bene, perchè se digito Spoleto salta fuori l’informazione che cerco e idem sia per le cittadine umbre sia per le frazioni sperdute tra le montagne. Ora prendiamo una frazione in località Nocera Umbra cap 06025 che si chiama Ponte Parrano e ipotizziamo che vittime dell’ anzianità ci ricordiamo che questo posto si chiama solo Parrano. Ora minuscolo o maiuscolo è indifferente, ma lo spazio in mezzo fa la differenza, che cosa sta succedendo? Perchè Parrano non salta fuori dalle mie ricerche e come faccio a materializzarlo nella pagina? Bella domanda, vediamo la query cosa dice:

$stmt = $dbh->query(“SELECT * FROM gallery WHERE descrizione LIKE ‘$search%'”);

web design umbriaDiavolo di un operatore like, quando qualcosa non funziona c’è un solo modo per risolvere il problema, ossia ogni frontend developer che non è nato da un falegname e una donna pia e misericordiosa deve andare a cercare quello che gli serve, consultare documentazioni varie e assortite presenti sul web (un imprenditore spietato potrebbe benissimo recidere il cavo della connessione della sua azienda e scoprirebbe in seguito ad un annuncio di selezione pubblicato su uno dei tanti siti di ricerca personale, che non esistono candidati ideali degni di essere assunti a 5000 euro al mese senza che possano cercare in rete le informazioni per risolvere un problema, ed è per questa ragione che un sito come https://stackoverflow.com/ ha così tanto successo, perchè milioni di piagnistei di aspiranti frontend developer trovano conforto in cerca di soluzioni!). Ora dobbiamo capire come funziona il meccanismo nel suo insieme ma poi bisogna prendere il diavolo per le corna. La pagina funziona che in ingresso raccoglie il risultato dello SPARO effettuato dal bottone SEARCH del FORM, questo proiettile viene accolto a braccia aperte con l’espressione:

if (!isset($_GET[‘search’]) || $_GET[‘search’] == null) {
header(“Location:404.php”);
} else {
$search = $_GET[‘search’]; }

che sta a significare se la variabile superglobalse $_GET è diversa da piena (presenza del punto esclamativo di nuovo un dettaglio da non trascurare!) oppure é nulla, ossia se una delle due condizioni diventa vera (OR logico espresso da || significa appunto che basta che solo una delle due condizioni si trasformi in reale) devi annullare la ricerca e tramite una istruzione javascript (header location) devi rimandare l’utente quasi al mittente, ossia mandalo sulla pagina 404.php, altrimenti (che è quella che interessa a noi) la variabile $search diventa uguale al valore della $_GET[‘search’]; ora essendo questo un bel diavolo da gestire, se torniamo indietro e guardiamo la query scopriamo che l’immonda creatura di variabile è proprio inserita dopo l’operatore LIKE e tuttavia continua a sfuggirci qualcosa…ma cosa? Allora bisogna studiare non c’è altro modo, altrimenti da animali onniscienti potremmo fare il mestiere di messia e profeta in terra non quello di frontend developer:

L’operatore LIKE utilizza due tipi di caratteri jolly per verificare le uguaglianze parziali. I due caratteri sono il simbolo percento ‘%’ e l’underscore ‘_’. Il primo carattere jolly sostituisce un insieme di caratteri, il secondo si limita a sostituirne uno solo. Il carattere jolly % aggiunto all’inizio o alla fine (o entrambi) di una stringa consentirà che 0 o più di qualsiasi carattere prima dell’inizio o dopo la fine del modello corrisponda.

Ok dopo aver cosparso con la conoscenza tecnica di internet il nostro diavolo siamo colti da una improvvisa intuizione e scriviamo questo codice che sta a significare “stupida macchina includi nella mia stringa di ricerca tutto il conoscibile, nel senso che adesso mi tirare fuori anche delle stringhe parziali senza senso del tipo ole per estrapolare SPoleTO, per esempio“:

$stmt = $dbh->query(“SELECT * FROM gallery WHERE descrizione LIKE ‘%$search%'”);

web design umbriail risultato finale è degno di un esorcismo, ovviamente prima di mandare la modifica in produzione ci preoccuperemo di risolvere il locale tramite XAMPP o altri software a corredo delle situazioni che sembrano generarsi da sole quando si lavora su progetti concreti che all’ inizio erano pianificabili con estrema facilità anche nelle tempistiche. Per esempio, adesso come faccio a fare ricerche multiple? Ossia se volessi anche cercare come CAP nello stesso form lo posso fare e se si come? Scarichi ormai dall’ impresa di aver riportato il diavolo di Albrecht Duerer nell’ incisione il Cavaliere, la morte e …. web design Umbria delega questa incombenza in uno dei prossimi post, al momento l’obiettivo che ci eravamo prefissi è stato raggiunto, adesso anche lo smemorato può trovare anche una minuscola frazione umbra dal nome composito! La conclusione è che non si può sapere tutto di tutto, soprattutto in un settore dove al forntend developer è richiesto dal mercato di essere uno e trino e deve conoscere tutto della Nina, la Pinta e la Santa Maria. Quando non si sa o non si ricorda qualcosa per risolvere un problema bisogna consultare la documentazione!

Immobilità latente, pericolo costante: perchè l’allenamento quotidiano nella propria disciplina ci sprona a perfezionare la tecnica!

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Che sia sport, lavoro, passione o attività atipica c’è sempre da imparare quando si esplora e ci si allena a cercare nuove situazioni o soluzioni per chi é dentro al working progress formativo perenne. Quando non ci si allena e ci si ferma si perde l’attitudine al combattimento. Prendiamo i problemi risolti per realizzare la gallery all’ indirizzo https://www.farwebdesign.com/umbriagallery/ allestita per fare un pò di ripasso. Se hai perso l’allenamento con php e mysql un semplice lavoro di poche ore rischia di debordare perchè per strada incontri dei problemi che hai già risolto ma che non ti ricordi bene come risolvere ancora, nello specifico:

web-design-umbriaCome si recupera un valore GET per comporre una pagina che deve servire da allunaggio per quindici elementi che formeranno 15 pagine tutte diverse? Come mai la costruzione dinamica di un link o di una immagine non viene mai risolta al primo colpo quando cerchi di recuperare dei valori da un DB? La paginazione degli elementi è stata allestita per evitare che quindici record scorrano a video come un lenzuolo? Quando estrapolo i dati dalla query per la visualizzazione è meglio incastrare PHP dentro la parte statica HTML quando voglio comporre il div critico intercalando le graffe in chiusura e riapertura nei punti giusti o é meglio creare un unico blocco di codice PHP e sparare tutto l’HTML risultante con il classico comando ECHO?

Tolte le grane iniziali per comporre il DB che tolgono tempo, occorre valutare bene anche l’uso degli strumenti per mettere in piedi una gallery come quella presente su web design Umbria:

 – ok per w3css così per il vestito impariamo altre sfumature nel lavoro del sarto

– ok a visual studio code che sta guadagnando terreno anche tra i concorrenti (il vero professionista usa PHP storm come strumento per editare il codice)

– ok per i contenuti estrapolati sul network umbriaway consulting serviti per comporre il DB e quindi anche tutto quello che c’è dentro la cornice.

– ok anche a pò di passione ed entusiasmo perchè questa gallery in realtà si può riutilizzare con opportuni cambiamenti come struttura base per altri ottantacinquemila progetti!

Quindi la FAMOSA RICETTA PER FARE LA TORTA  prevede come fasi consequenziali:

  • pianificazione idea progetto
  • progettazione del db (nome dei campi, tipo di dati)
  • creazione della grafica per il db
  • scrittura del db come inserimento di dati
  • scrittura del file di connessione e inclusione dello stesso sulla pagina principale
  • recupero dei TAG W3CSS per imbastire la pagina principale
  • individuare la zona critica dove posizionare gli elementi facendo molta attenzione a non alterare la struttura
  • incastrare la nostra query di lettura dati nel punto giusto facendo molta attenzione a dove e come si interviene
  • provare la pagina e imprecare (bonariamente)
  • vedere perchè ci segnala errore da qualche parte: hai inserito una virgoletta di troppo per esempio?
  • Tornare sulla pagina e idolatrarsi con quanto sono figo
  • pensare a come gestire quindici contenuti diversi che al cliccare della pagina mi fanno allunare su un unico punto
  • realizzare un meccanismo di sparo del campo univoco chiave primaria ID che tramite il metodo GET transiterà via link verso la pagina di destinazione
  • recuperare la variabile ID per inserire il valore selezionato nella query di lettura dati dove questa volta comparirà la clausola WHERE id=’$id’ di fondamentale importanza per centrare il nostro obiettivo
  • se andrà tutto bene (ancora?!) allora risolvere il problema paginazione passando prima per un caffè aromatizzato allo zenzero per trovare energie e finire il progetto
  • sistemare link e immagini con php in chiave dinamica

controllo finale e frustrazione anche per non essere riusciti a implementare il meccanismo di selezione arbitrario, ossia l’utente quante immagini deve vedere a video, cosa non facile da fare all’ interno della stessa pagina senza creare diverse pagine con il valore di $limit sempre diverso. Forse è un bene che non sia finito tutto perfetto, perchè in questo modo il cervello continua a rimanere attivo in cerca di risposte!

web-design-umbriaUn applicativo che tanto tempo prima finivate in 4 ore qui ha richiesto dopo tanto tempo di inattività con php e mysql otto ore di scontri con entità digitali ultratterestri non ben precisate. Quindi mai perdere l’allenamento! In ogni caso come chiede il capo di Camelot Artù al suo mago Merlino in Exalibur film degli anni ottanta di Borman, alla domanda Artù quale è la prima qualità di un potenziale sviluppatore frontend (lì si parlava di cavalieri) si risponde con: la sua capacità di recuperare in fretta informazioni che ha già visto e quindi anche spulciare la documentazione e la marea di dati presenti in rete per risolvere un problema, tra cui anche il mitico ospedale simbolico per sviluppatori https://stackoverflow.com/

Tali padri tali figli: non è un sermone morale sulla genetica ereditaria, si chiama Flexbox!

Che Flexbox sia potentissimo non ci piove, tecnologia integrata nei CSS che può essere attivata con l’espressione magica display: flex; al posto di quelle letterarie che suonano come abracadabra. Siamo sul versante abbigliamento siti, se vogliamo continuare a metaforizzare lo sviluppo web con l’abbellimento portato dalle regole CSS. Il principale problema di oggi con tanti schermi di diverse dimensioni è quello di riuscire a creare una WEB APP che sia adattabile ed elastica (per l’appunto flessibile) senza compromettere il proprio CV (immaginate come web designer di far vedere un lavoro dove sul mobile si vede in maniera pietosa!). Quindi armiamoci e partiamo con esempi pratici, tenendo presente che posso dare elasticità alle mie strutture anche senza flexbox impostando nei miei fogli stile delle media query nei CSS. Ma perchè sbattersi tanto quando queste media query sono già preimpostate in flexbox? Quello che c’è da sapere sulle matriosche o scatole dentro le scatole sul web e su Flexbox è che i padri contengono ripercussioni sulle regole di stile dei figli se viene attivata l’opzione per l’appunto menzionata sopra che è:

display: flex;

all’ interno dei css. Questa tecnica mi consente di muovermi in maniera verticale e orizzontale su tutta la pagina, esaminiamo la seguente situazione all’ interno di un tag body di una pagina html:

<div id=”parent”>

<div class=”childitem child1″>1</div>
<div class=”childitem child2″>2</div>
<div class=”childitem child3″>3</div>

</div>

qui abbiamo la classica situazione dove abbiamo un elemento identificato come padre dall’ ID e tre figli in esso contenuti.Ora immaginiamo di avere all’ interno della pagina tag HEAD il seguente foglio stile:

<style>

#parent { background: lightblue; padding: 10px;}
.childitem { }
.child1 { background: cornflowerblue; }
.child2 { background: deepskyblue; }
.child3 { background: dodgerblue; }

</style>

L’effetto che fa a video senza flexbox applicato è il seguente:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox1.html

 

proviamo adesso ad attivare la formula magica sul parent odificando le istruzioni in:

#parent { background: lightblue; padding: 10px; display:flex;}

e vediamo a video l’effetto che fa:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox2.html

 

è cambiato qualcosa? Certo che si, siamo entrati automaticamente in un campo flessibile, basta ridimensionare la pagina per rimpicciolirla per vedere da ora in poi l’effetto che fa. Andiamo avanti nel nostro esperimento e impostiamo una lunghezza per tutti i nostri elementi figli:

.childitem { width:100px }

vediamo l’effetto che fa dal vivo e nella pratica:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox3.html

 

e se volessi cambiare direzione e posizionare i miei elementi figli incolonnati uno sopra l’altro? Entra in scena una nuova proprietà sul foglio stile del parent: flex-direction: column; vediamo l’effetto che fa:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox4.html

 

pe ritornare a posizionare tutti gli elementi su una stessa riga posso settare: flex-direction: row; o anche semplicemente inibire le funzionalità anteponendo flex-direction: nocolumn; e analogamente per la riga flex-direction: norow; posso anche invertire il valore degli elementi e rovesciarli impostando la direzione con un reverse, sia per la riga o per la colonna quindi con un flex-direction: row-reverse; o anche flex-direction: column-reverse; vedere ad esempio cosa succede nel caso di una colonna:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox5.html

 

vediamo anche l’esempio per la riga:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox6.html

 

posso anche impostare una lunghezza fissa al parent e aggiungere altri figli per vedere l’effetto che fa:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox7.html

 

Impostando la proprietà wrap a flex-wrap:wrap; posso far scorrere gli elementi della riga sotto durante il ridimensionamento:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox8.html

 

sul wrap posso anche reimpostare una lunghezza fissa del parent, per cui quello che fa il wrap diventa più visibile:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox9.html

 

naturalmente impostando la proprietà wrap a no wrap con flex-wrap:nowrap; tornerei a vedere a video:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox10.html

 

intuitivamente sappiamo anche che applicando la proprietà flex-wrap:wrap-reverse; possiamo rovesciare il contenuto degli elementi figlio:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox11.html

 

Abbiamo visto che direzione e contenuti wrap, ossia spalmati su tutta l’area della pagina sono molto potenti. Ma c’è un modo di combinare queste due proprietà in un unica property? Si con flex-flow:row wrap; il flusso prende due parametri successivi, vediamo un esempio per la riga:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox12.html

 

e per la colonna:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox13.html

 

ovviamente impostando il flusso a no wrap flex-flow:column nowrap; vedrei:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox14.html

 

e impostando lex-flow:row nowrap; per la riga vedrei invece:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox15.html

 

a questo punto vediamo cosa fa la proprietà justify-content:flex-start;

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox16.html

 

cioè in sostanza posso modellare gli elementi sulla singola riga con larghezze variabili e spaziatura. Vediamo cosa fa justify-content:flex-end;

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox17.html

 

e per centrare un elemento? Si usa justify-content:center;

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox18.html

 

e per dare una spaziatura? Si usa justify-content:space-between;

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox19.html

 

o anche l’aternativa justify-content:space-around;

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox20.html

 

posso anche impostare una nuova prprietà a tutti i figli con .childitem { flex-basis:300px;}, in questo modo posso differenziare le mie esigenze dimensionali perché potrei avere l’esigenza di allargare o restringere in futuro alcune aree del mio lay-out:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox21.html

 

a questo punto per differenziare la grandezza delle mie celle su una riga applicherò sui figli la proprietà flex-grow:1; ipotizzando che voglio ingrandire quella centrale inserirò la proprietà nel figlio medio e lascerò che il primo e terzo elemento si prendano la dimensione base in pixel specificata da .childitem { flex-basis:300px;} , per esempio:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox22.html

 

esistono tante altre proprietà da scandagliare come flex-shrink per regolare l’ampiezza sui ridimensionamenti , non a caso shrink significa CONTRARSI, per esempio:

https://www.farwebdesign.com/projectflex/flexbox23.html

 

Alla fine di questa scorribanda abbiamo capito che FLEXBOX strumento integrato all’ interno dei CSS è davvero potente e per l’appunto flessibile. Come dice il saggio, mi piego ma non mi spezzo, non è una esaltazione alla resilienza tanto decantata in questi angusti tempi moderni, ma un invito a studiare offerto da FLEXBOX per chi ha interesse a potenziare il suo cv di web designer! Ricordiamo che CSS e FLEXBOX si possono usare congiuntamente a seconda delle circostanze, per la migliore resa delle nostre pagine web! Good discovery!

Viverre pericolosamente con OOP in PHP, costruttori e distruttori, quarta puntata

All’ indirizzo https://umbriawayvalorizza.wordpress.com/2020/04/20/vivere-pericolosamente-con-le-classi-php-terza-puntata/ abbiamo visto come implementare METODI all’ interno di una CLASSE. A questo punto non ci resta che approfondire un importante concetto, quello del COSTRUTTORE. Prendiamo in esame questa classe:

class gm
{
public $nome;
public $cognome;
public $elo;
}

$gm=new gm();
$gm->nome=”Fabiano”;
$gm->cognome=”Caruana”;
$gm->elo=2999;

che cosa succede quando scrivo $gm=new gm(); fuori dal blocco per istanziare l’oggetto fisico figlio della classe? E’ come se ordinassi di creare qualcosa che poi alloggerà in memoria, di fatto sto costruendo dal nulla un oggetto. Ma allora se posso far nascere un oggetto posso anche inizializzare la classe con un costruttore che anzichè farmi richiamare la funzione manualmente come accadeva negli esempi presenti in https://umbriawayvalorizza.wordpress.com/2020/04/20/vivere-pericolosamente-con-le-classi-php-terza-puntata/ mi carica direttamente delle istruzioni e mi inizializza l’oggetto secondo le mie modalità?

Vediamo questo esempio aggiungendo del codice sempre in http://phptester.net/:

class gm
{
public $nome;
public $cognome;
public $elo;

function __construct($n, $c, $e)
{
echo “ORA nasce l’oggetto GM”;
$this->nome=$n;
$this->cognome=$c;
$this->eta=$e;
}
}

//qui siamo usciti dalla classe e istanziamo l’oggetto

$gm=new gm(“Michele”, “Godena”, 2500);

var_dump($gm);

qui applico il metodo costruttore function __construct che assegna i valori iniziali con le proprietà dell’ oggetto, dopodichè contrariamente a quello che succedeva negli esempi precedenti qui siamo in grado di EVOCARE le proprietà della classe semplicemente istanziando l’oggetto con la parola chiave NEW che inietta nell’ output le nostre priorità di visualizzazione in maniera del tutto automatica, senza richiamare nessun nome di funzione. A questo punto il programmatore talentuoso potrà fare la domanda “ma se esiste un metodo costruttore esiste anche un metodo distruttore?”. Certamente vediamo un esempio:

class gm
{
public $nome;
public $cognome;
public $eta;

function __construct($n, $c, $e)
{
echo “ORA nasce l’oggetto $n $c <br>”;
$this->nome=$n;
$this->cognome=$c;
$this->elo=$e;
}

function __destruct()
{
echo “*** $this->nome $this->cognome viene distrutto *** <br>”;
}

}

$gm=new gm(“Fabiano”, “Caruana”, 1987);

var_dump($gm);

La funzione costruttore accetta tre parametri in ingresso. Che cosa vedrò a video dopo aver inizializzato un nuovo oggetto che questa volta ha anche il metodo __destruct() incluso nella classe?

ORA nasce l’oggetto Fabiano Caruana
object(gm)#1 (4) { [“nome”]=> string(7) “Fabiano” [“cognome”]=> string(7) “Caruana” [“eta”]=> NULL [“elo”]=> int(1987) }
*** Fabiano Caruana viene distrutto ***

Sostanzialmente prima viene creato e inizializzato l’oggetto, poi eseguo il metodo var_dump() per vedere il tipo di dati presenti nell’ oggetto $gm dopodichè il costruttore finita la sua missione deve lasciare il posto al distruttore che non fa altro che eliminare dalla memoria l’oggetto.

Web design Umbria e la scrittura internet efficace: riconoscere le 50 sfumature di grigio!

web design UmbriaUn copywriter di successo che é felicmente diventato una farfalla professionista sa destreggiarsi tra le insidie delle varie ramificazioni e discpline sul tipo di scrittura per il web (social media, blog newsletter mail) in egual misura, é in grado di operare una comunicazione efficace con la parola scritta con qualsiasi mezzo, introduce web design Umbria. Le email sono molto dirette ed efficaci per inoltrare comunicazioni generation leads. Le caratteristiche di questo ramo di scrittura per il web sono che qui la lunghezza del testo ha un ruolo secondario. L’oggetto é molto importante in quanto determina già la lettura o la non lettura del messaggio. Il nostro scopo é attirare l’attenzione e convincere il destinatario che la nostra mail va letta perché portatrice di depositari segreti e della formula alchemica dell’ elisir di lunga vita. L’oggetto é il classico specchietto per le allodole e deve essere breve e veloce, deve deflagare nella testa del lettore come una purificatoria esplosione e rivelazione. Anche qui come per il blog vale la regola di mettere all’ inizio le informazioni importanti, ricorda web designer Umbria. In mezzo a tutto questo calderone in cui il lettore deve fare ed essere convertito all’ azione non manca il rispetto per il contenuto del messaggio: l’oggetto deve contenere informazioni utili che servono, stiamo offrendo un servizio e deve essere di qualità. Nelle email promozionali funziona l’idea di creare un senso di urgenza e di creare un bisogno che va colmato con la nostra risanante prosa. Mentre nelle email promozionali lo scopo in primo piano é vendere, nella stesura di newsletter lo scopo é quello di informare, aggiornare, fidelizzare, mostrarci competenti ricorda web design Umbria. E questo lo si ottiene creando titoli convincenti e storie di sostanza ma soprattutto dando la possibilità all’ utente di disiscriversi democraticamente con dei link belli in vista. Bisogna essere brevi e concentrati. Esortare all’ azione con verbi come prendi prenota aumenta compra guadagna guarda incrementa acquista é sempre una buona idea. La call to action deve essere diretta e chiara per arrivarci non diamo al lettore troppe azioni convogliamolo verso il finale senza tergiversare. Evitiamo di fare spam , le mail promozionali fanno parte del marketing ma senza esagerare. Altri accorgimenti utili sono rimandare alla nostra pagina web di riferimento, come web design Umbria per esempio e rispettare le esigenze dell’ interlocutore, comunicare si ma con rispetto senza appunto fare spam. web design UmbriaCome copywriter però dovremmo essere bravi a scrivere anche testi pubblicitari e conoscere i vari tipi di opzioni presenti per catapultarci nel mondo dell’ advertising. La pubblicita PPC per esempio é contestuale circoscritta e correlata solo a certi tipi di annunci che parlano solo di quel tipo di messaggio. La pubblicità display come tradisce l’espressione stessa ha un suo modo visivo di colpire e affondare. Poi ci sono gli annunci intermedi che si frappongono quando stai navigando e mentre cerchi le informazioni che ti servono, alquanto fastidiosi per la cronaca perché ti costringono a tempi di attesa che ti allontaneranno poi dal sito che stai visitando, fa notare web design Umbria. Scrivere titoli e testi coinvolgenti vale per tutte le ramificazioni fino ad ora scandagliate. Includere call to action e una strategia di diffusione delle keywords deve essere fatto e curare i dettagli pure: immaginate di aver creato il testo perfetto linkando poi a un URL inesistente! E della landing page ne vogliamo parlare? Di come abbiamo la necessità cioé sparare la nostra attenzione specifica come avviene per esempio per web design Umbria. Sapersi anche districare come copywriter tra comunicati stampa tradizionali e quelli redatti su internet male non fa. Qui si scrive una pubblicità meno aggressiva e più soft dove spesso lo scopo é quello di valorizzare il proprio brand piuttosto che vendere una Ferrari. Influenzare le persone per generare il famoso passaparola. Colpire persone influenti e pubblico generico e ovviamente GOOGLE. Le conversazioni interattive che si sviluppano sul web sono un’altra differenza soastanziale tra il classic e internet rispetto ai comunicati stampa ufficiali e ufficiosi. Anche qui vale il principio di portare dei vantaggi, parlare direttamente al pubblico e scrivere per il consumatore immedesimandosi nel suo costume di scena, ricorda web design Umbria. Vale il principio che il rispetto per le regole grammaticali viene prima di tutto e vale l’idea che tutto quello che serve per forgiare un quadro esaustivo informativo al lettore deve essere incluso. Non dimentichiamoci di includere informazioni di contatto e di includere call to action e non dimentichiamoci infine di mettere in moto quella scrittura un pò mafiosetta per i motori di ricerca conclude web design Umbria.

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